Conte cerca un approdo e il Pd resta
in attesa

C’è molto Pirandello in un presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che prima governa con la destra e poi disinvoltamente con la sinistra, sbeffeggiando gli uni e gli altri nel rivendicare continuità tra i suoi governi. Un personaggio in cerca di potere o un potere in cerca di personaggio? Democrazia diretta a parole o uso reale spregiudicato degli odiati strumenti di quella rappresentativa? Sempre della serie «uno, nessuno…», in questa attuale terza fase dell’avventura di Conte, si è ancora alla ricerca di un approdo per l’ex avvocato del popolo, capitato in politica per caso, ora stregato da un’attrazione irresistibile, che richiederebbe però qualità ancora tutte da dimostrare, perché la politica di solito vien prima dell’ascesa al potere.

Conte cerca un approdo e il Pd resta in attesa
Giuseppe Conte
(Foto di Ansa)

Capo solo designato di un partito che sta sciogliendosi al sole, Conte conosce, ora che è sceso dalla macchina blu, le miserie dei piccoli calcoli di mille correnti allo sbando (una vale una…), sballottato da un fondatore incattivito dalle sue disavventure familiari, ma proprio per questo più desideroso di primazie almeno nella casa che ha inventato da zero.

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