Guerra di logoramento, un bilancio da brividi e le generazioni rovinate

L’editoriale Se si esce dal dibattito inquinato da vecchie e nuove ideologie e si entra nella carne del conflitto russo-ucraino, dopo soli 100 giorni di combattimenti si scoprono numeri da brivido, effetto della brutalità con la quale l’esercito russo si muove sul terreno utilizzando l’artiglieria per radere al suolo ogni ostacolo che trova sulla sua strada, senza distinguere ad esempio tra edifici ad uso civile o militare.

Guerra di logoramento, un bilancio da brividi e le generazioni rovinate
Esplosioni a Kiev
(Foto di Ansa)

Una guerra di logoramento tra i fronti in combattimento ma anche di conquista dei territori da parte degli invasori e quindi di «pulizia» di chi li abita. La responsabile dell’Onu per la crisi umanitaria in Ucraina, Amina Avada, ha dichiarato che «le famiglie e le comunità sono state distrutte e sradicate. In poco più di tre mesi, circa 14 milioni di ucraini sono stati costretti a fuggire dalle proprie case, la maggior parte dei quali donne e bambini: la portata e la velocità di tale trasferimento sono sconosciute alla storia». Dodici milioni significa un abitante su tre. Al 2 giugno ci sono stati 269 attacchi verificati a strutture e servizi per la salute, durante i quali sono rimaste uccise almeno 76 persone e 59 ferite. La fonte non è di parte ma l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): «Questi raid non sono giustificabili e vanno indagati. Nessun operatore sanitario dovrebbe dover fornire assistenza sul filo del rasoio, ma questo è ciò che stanno facendo infermieri, medici, autisti di ambulanze e squadre mediche in Ucraina», ha denunciato Hans Henri Kluge, direttore di Oms Europa.

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