Il Governo instabile nel momento sbagliato

Arriverà alla fine della legislatura questo governo? Una legislatura che già passerà alla storia per il susseguirsi di tre governi sostenuti da tre diverse maggioranze. Il primo turno delle amministrative, in attesa del ballottaggio del 26 giugno, è stato un test per capire qualcosa in più. Alcuni esiti usciti dalle urne sono stati una conferma, come l’astensionismo e il crescente disinteresse degli italiani non solo per i referendum ma perfino per una politica che riguarda loro molto da vicino, come il governo delle città. Altri hanno rivelato una divisione che potrebbe essere fatale per la tenuta dell’alleanza guidata da Mario Draghi.

Il Governo instabile nel momento sbagliato
Il premier Mario Draghi e il ministro degli Esteri Luigi di Maio

Insomma, l’instabilità regna sovrana, nonostante i continui appelli all’unità non solo del premier ma soprattutto del capo dello Stato. Sarà un autunno - dove ci attende un altro test, quello delle Regionali in Sicilia - molto complicato e le prime foglie morte già stanno cadendo in estate. C’è una frammentazione che si riflette in quasi tutti i partiti - che ormai si gonfiano e si sgonfiano come una fisarmonica nello spazio di pochissimo tempo - e che potrebbe portare a colpi di coda pericolosissimi. Non dobbiamo mai dimenticare che siamo alle prese con un «governo del Presidente» che vede un tecnico - l’ex governatore della Bce - chiamato a guidare un gabinetto «politico». Sostenuto costituzionalmente da partiti che non sempre condividono la sua agenda perché al primo posto, per i leader c’è il consenso da guadagnare, pena l’impopolarità. Questo strabismo in un momento in cui abbiamo a che fare con una guerra, una ripresa che non arriva, un’inflazione «importata» che ci ricorda gli anni ’70 con l’incubo della «stagflazione» (inflazione più stagnazione) potrebbe rivelarsi devastante.

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