Il governo tira dritto e i partiti si allineano

Un’improvvisa convocazione del Consiglio dei ministri ieri pomeriggio ha provocato ondate di allarme tra i partiti, curiosità nelle redazioni, ansia tra i parlamentari desiderosi di restare in carica almeno un altro anno, almeno fino alla fine normale della legislatura (e, per moltissimi di loro, anche della carriera politica).

Il governo tira dritto e i partiti si allineano

L’ordine del giorno recava un semplice: «Comunicazioni del presidente del Consiglio», per cui ci si aspettava una reprimenda di Draghi nei confronti dei partiti, soprattutto dei più indisciplinati per le ultime polemiche su questo o quell’argomento. È stata, in effetti, una strigliata, ma senza minacce, senza alzare la voce. Con la sola forza dei fatti: riferendosi al decreto sulla concorrenza fermo da mesi in Parlamento, ha avvertito che o i partiti lo approvano in fretta o il governo metterà la fiducia. Punto. Il provvedimento che più di altri ci porta a casa i miliardi del Pnrr è fermo per i mille veti reciproci che i partiti lanciano per contentare questa o quella lobby. La somma di questi veti equivale allo svuotamento del provvedimento che dovrebbe servire a rendere il nostro sistema economico, sociale, commerciale più snello, più aperto alla concorrenza, meno preda dei ricatti delle tante corporazioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA