Il metodo Draghi per centrare gli obiettivi

«Ce lo chiede l’Europa» segna il tempo della politica italiana. Al punto che stufi di sentirselo dire molti elettori si sono girati dall’altra parte e hanno cominciato a chiedersi perché allora non dire «ce lo chiede l’Italia». Almeno così ce la giochiamo in casa. Le fortune demoscopiche di alcuni partiti vengono anche da questo stato d’animo. Nel dibattito politico italiano l’Europa è una forza maggiore. L’inevitabile che tutti vorremmo evitare e che nessuno vuole prendersi sulle spalle.

Il metodo Draghi per centrare gli obiettivi
Il primo ministro uscente Mario Draghi

I governi in Italia non hanno la forza di imporre ricette sgradite all’opinione pubblica e così demandano a Bruxelles. Il sistema politico in Italia favorisce il compromesso ovvero la pretesa di soddisfare tutti anche a costo di svuotare il risultato finale. Nei Paesi anglosassoni vale proprio il contrario. Il sistema elettorale lo suggerisce: uninominale secca, o dentro o fuori. La ragione è che l’eletto deve essere messo in condizione di non aver intralci. Ha una sola responsabilità: portare a termine l’impegno preso con gli elettori. Se ben guardiamo, è l’approccio portato dall’esecutivo di Mario Draghi sulla scena politica italiana. Una volta concordato un programma, la responsabilità sta solo nel realizzarlo. Un impegno che salta gli ammiccamenti, i favori personali, o anche le semplici attenzioni alla forza politica.

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