Inghilterra vietata alle università italiane

Ultime da Boris Johnson, il premier in caduta di consensi che ha trasformato Downing Street in una fabbrica di provvedimenti xenofobi quanto meno bizzarri per far dimenticare il «Partygate» (lo scandalo legato alla sua partecipazione a un festino in piena pandemia) e soprattutto la crisi economica in cui versano i sudditi di Sua Maestà: dal prossimo 30 maggio il governo britannico lancerà un «Visto speciale» per i laureati di tutto il mondo che intendano trasferirsi, per motivi di studio o lavoro, nel Regno Unito.

Inghilterra vietata alle università italiane
Il primo ministro inglese Boris Johnson
(Foto di ansa)

Questi dovranno provenire dalla «crème de la crème» dell’universo dei migliori atenei mondiali. Ma nella lista dei «migliori atenei» stilati dai collaboratori del primo ministro non c’è traccia delle università italiane. L’editto naturalmente si inserisce nelle misure post-Brexit e va in cerca di quei consensi che Johnson sta perdendo a rotta di collo, anche in quelle circoscrizioni che erano state strappate ai laburisti come Sunderland, città del Nord operaio, o Southampton nel Sud, oltre al West Oxfordshire, feudo dell’ex primo ministro tory David Cameron.

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