Le battaglie di potere
in cui serve lungimiranza

Le battaglie per il controllo dei grandi poteri non sono in corso solo in campo pubblico (Quirinale). In questi stessi giorni c’è, in campo privato, un’altra competizione molto aspra, quella attorno alle Assicurazioni Generali, crocevia della finanza italiana. Le mettiamo in parallelo perché vi sono interessanti analogie. In entrambi i casi si parla del destino di uomini (chi andrà al Quirinale, chi comanderà alle Generali?), ma dietro c’è un sistema, con ricadute sempre di interesse generale. Un altro dato comune è l’equilibrio delle forze. Ci sono maggioranze relative, ma non assolute, e l’esito sembra dipendere soprattutto dalle capacità manovriere di chi cambia campo.Sia la politica che il capitalismo (salvo un po’ Mediobanca) sono profondamente cambiati.

Le battaglie di potere     in cui serve lungimiranza
Tutto pronto alla Camera dei deputati per il voto sul presidente della Repubblica
(Foto di ansa)

Nella finanza, non ci sono più protagonisti simbolici. Può sembrare una battuta, ma l’unico dato permanente è il ruolo da protagonista sempre prorogato, in entrambi i campi, di Silvio Berlusconi. Ancora un dato comune: sia nella scelta del Capo dello Stato che del Leone di Trieste, i veri protagonisti sono lontani: i cittadini elettori, che non sono chiamati in causa direttamente, e le migliaia di azionisti che hanno affidato i risparmi alla cassaforte del primo gruppo finanziario nazionale. Detentore di un pezzo importante del debito dello Stato: 60 miliardi, un quarto di tutto il Pnrr.

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