Lega con l’opposizione, il governo traballa nel momento sbagliato

Non era difficile da prevedere: che i quattro capitomboli del Governo della settimana scorsa non sarebbero stati gli ultimi. E infatti. Ieri la Lega per poco non provocava il quinto. In attesa del sesto, naturalmente. La Lega ha sempre mal sopportato il Green pass, si sa. Un po’ per convinzione, un po’ per non farsi rubare i voti no vax da Giorgia Meloni che, stando all’opposizione, cammina libera come l’aria e si muove come le pare. Matteo Salvini invece ha il vincolo di stare al governo che comporta gioie e dolori. Dolori: votare il Green pass in Consiglio dei ministri. Gioie: provare a cancellarlo il prima possibile in Parlamento. Così appena ha potuto Matteo ha provato il colpaccio: eliminare il certificato verde dopo il 31 marzo: liberi tutti, vaccinati e non. Detto fatto: in Commissione alla Camera i leghisti presentano un emendamento al decreto del 7 gennaio sugli over 50, in cui si legge: Green pass abolito dalla presumibile fine dello stato di emergenza che anche Draghi ha fatto capire di non voler prorogare.

Lega con l’opposizione, il governo traballa nel momento sbagliato
Mario Draghi
(Foto di Ansa)

Governo contrario, contrarissimo all’emendamento: la certificazione deve durare almeno fino a giugno dicono i medici. Anche il Pd è contrario. Forza Italia pende più verso il governo che verso la Lega ma sceglie il profilo basso. I Cinque Stelle tentennano, si sa che tra loro c’è un fronte trasversale che la pensa come Salvini e la Meloni. Confusione, seduta sospesa, trattative febbrili come amano scrivere i giornalisti. Alla fine i Cinque Stelle fanno uno sforzo e si allineano: si dichiarano contrari all’abolizione. Si torna in aula, si vota: Forza Italia si astiene, solo la Meloni vota con la Lega, l’emendamento è bocciato per 13 sì a 22 no con 5 astenuti. Fine dell’incidente. Fine?

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