L'Editoriale
Sabato 31 Gennaio 2026
Lo sfregio e la baruffa, un caso alla Camera
ITALIA. Brutte scene a Montecitorio. Finisce quasi in rissa il tentativo del deputato leghista-vannacciano Domenico Frugiuele, noto soprattutto per aver mostrato in aula il simbolo della X Mas, di organizzare nella sala stampa della Camera dei Deputati una conferenza per presentare una proposta di legge popolare sulla «remigrazione», ossia sul trasferimento coatto degli immigrati clandestini nei paesi d’origine, concetto nato in Germania e diventato slogan dell’AfD, il partito neonazista tedesco.
E in effetti alla conferenza di Frugiuele avrebbero dovuto partecipare esponenti di movimenti come Casa Pound, Rete dei Patrioti, Skinheads Veneto, Forza Nuova, ossia formazioni dichiaratamente neo-fasciste e in certi casi anche neo-naziste. Perdipiù il nome di uno dei relatori, il portavoce di Casa Pound a Roma, Luca Marsella, è stato più volte avvicinato a quello di Roberto Spada, rampollo della famiglia rom di Ostia che l’Antimafia sta combattendo da anni per eliminarne il potere criminale sul quartiere romano in riva al mare.
Tutti costoro, previsti nella locandina dell’evento, non sono però riusciti ad entrare a Montecitorio sia perché il loro ingresso, ancorché da una porta posteriore, è stata bloccato dal presidente della Camera Roberto Fontana, leghista, che aveva già definito «inopportuna» la conferenza e aveva invano provato a convincere Frugiuele a desistere; sia perché in sala stampa sono arrivati una ventina di deputati della sinistra che hanno fisicamente impedito a Frugiuele di spiegare ai giornalisti perché ha lanciato una proposta di legge popolare sulla remigrazione. Sono accorsi Bonelli di Avs, Riccardo Ricciardi capogruppo del M5S e un gruppo della sinistra del Pd come Arturo Scotto, Laura Boldrini, Marco Morassut; e c’era anche Mara Carfagna di Noi Moderati. Ci sono stati momenti di tensione quando i deputati di sinistra hanno cominciato, Costituzione alla mano, a cantare (stonando) «Bella Ciao», «Bandiera Rossa» e «Soffia il Vento». A quel punto sono scattati insulti reciproci e persino qualche tentativo di venire alle mani represso con la consueta rispettosa energia dai commessi. Tutto nel palazzo si è concluso quando è arrivato il capo del commissariato di Ps interno alla Camera che, su ordine di Fontana, ha sgombrato la sala «per ragioni di ordine pubblico» annullando i permessi per le conferenze stampa. Naturalmente, il tutto è continuato all’esterno, in piazza, davanti alle telecamere e a parecchi turisti incuriositi. Marsella gridava «antifascisti mafiosi» e per risposta Riccardo Magi, radicale, girava con una gigantografia di Giacomo Matteotti con su scritto «La storia vi giudicherà». La selva dei microfoni immortalava la baruffa, che si è placata con la promessa di Casa Pound di tornare con «centinaia di migliaia di firme sotto la proposta di legge popolare».
Non era mai accaduto che formazioni extraparlamentari nazi-fasciste pretendessero di parlare ufficialmente in un locale delle Camere, anche se magari in anni passati c’era qualche deputato missino che sfoggiava in aula la camicia nera con la cravatta intonata, mentre in sala stampa si aggirava un vecchissimo giornalista che era stato repubblichino ma che, siccome era anche un formidabile giocatore di scacchi, passava indisturbato le sue giornate di pensionato a sfidare Lucio Magri o Marco Taradash. Insomma, folklore. Quella di ieri invece era proprio una sfida da parte di formazioni che ritengono di essere oggi molto più popolari di ieri. E per questo i deputati della sinistra e lo stesso Fontana li hanno bloccati: «Uno sfregio alla democrazia». Ma la Lega ufficiale evidentemente non ha condiviso le decisioni del presidente della Camera, tant’è che ha diffuso un comunicato con cui si critica la «sinistra arrogante che impedisce la libertà di parola e di pensiero».
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