Meloni ha fretta, gli alleati meno

Il commento. Giorgia Meloni ha colto l’occasione della sua missione in Algeria per tornare sul «caso Nordio» e mettere i puntini sulle i in materia di giustizia. Che significa: primo, che la riforma delle intercettazioni e della amministrazione giudiziaria è un punto cui il governo non rinuncia perché parte costitutiva del suo programma elettorale. Secondo, che queste riforme vanno fatte «con buonsenso», cioè senza cercare l’ennesimo scontro tra la politica e la magistratura di cui già si vedono i prodromi, con tanto di schieramenti contrapposti, polemiche velenose e giornali che fanno il tifo da una parte e dall’altra

Meloni ha fretta, gli alleati meno
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni con il presidente della Repubblica algerina democratica e popolare, Abdelmadjid Tebboune
(Foto di Filippo Attili/Palazzo Chigi)

Terzo, che queste riforme non devono essere strumentalizzate per lo scontro politico che, anche se Meloni non lo ha detto esplicitamente, si sta accendendo soprattutto dentro la maggioranza piuttosto che con una debole opposizione. In questo contesto, è la conclusione, la fiducia verso il ministro guardasigilli Nordio è intatta e non messa in discussione dalla presidente del Consiglio.

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