Occupazione, il punto
di equilibrio di Draghi

La paura è che in estate si apra una spaventosa voragine dove potrebbero precipitare tutti insieme almeno 500 mila posti di lavoro, finora protetti dal blocco dei licenziamenti e dagli ammortizzatori sociali. Ecco la questione che sta all’origine della polemica che si è sviluppata intorno alla norma di proroga del blocco che il ministro del Lavoro Orlando ha inserito nel testo del Sostegni bis e che ha provocato le ire del presidente della Confindustria Bonomi e, a catena, la reazione di segno opposto da parte dei sindacati. Il testo in questione faceva slittare il divieto di licenziare fino ad agosto e in certi casi a dicembre ma, di fronte all’alzata di scudi degli imprenditori, si è scelta una mediazione - come ha spiegato Draghi da Bruxelles - tra quanti volevano la proroga tout court del blocco (Orlando, i sindacati, la sinistra del governo) e quanti lo avrebbero voluto cancellare immediatamente (la Confindustria).

Occupazione, il punto di equilibrio di Draghi
Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando

La mediazione prevede che dal primo luglio non ci sia più un divieto assoluto alle imprese di licenziare ma al suo posto un forte incentivo (Cig gratuita) per chi evita il taglio dell’occupazione. Il presidente del Consiglio si è intestato personalmente questa soluzione mediana sperando che trovi più o meno tutti (s)contenti e comunque «eviti una polemica non giustificata e priva di fondamento». Peraltro Bonomi aveva accusato con i suoi toni consueti il responsabile del Lavoro di aver agito «con slealtà», senza cioè averlo concordato il passo, e di aver inserito la norma all’ultimo momento «e con l’inganno». I sindacati invece hanno accusato il governo di «aver ascoltato un po’ troppo la Confindustria».

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