Pd, se l’emergenza
diventa strategia

Non s’è mai vista una manovra finanziaria votata fra plebi festanti e corporazioni plaudenti. Dunque, la legge di Bilancio andrà incontro al Vietnam parlamentare, ma si farà perché si deve fare. In ogni caso il mandato era evitare l’aumento dell’Iva e questo è avvenuto. Nel frattempo a metà mese c’è l’assemblea nazionale del Pd a Bologna, a fine gennaio il voto in Emilia-Romagna e in primavera si dovranno scegliere decine di manager a capo delle maggiori società. In questo perimetro e in questo arco di tempo il governo si gioca il proprio futuro. Molto dipenderà dall’impatto della Manovra sulle tasche degli italiani, che anticipa le elezioni in uno degli ultimi bastioni rossi (la destra controlla 12 Regioni su 20), il Palazzo d’Inverno italiano che il centrosinistra non può permettersi di perdere.

Pd, se l’emergenza     diventa strategia
Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti

Una questione vitale. La domanda, oggi, è questa: il partito di Zingaretti, in Emilia-Romagna, limiterà il campo al focus locale, cioè al solo sostegno del presidente Bonaccini, o ne farà una competizione totale, in chiave ideologica sull’asse sinistra-destra, secondo la formula «la casa brucia»? Nell’era della comunicazione che assorbe tutto il resto bisogna raccontarla bene, possibilmente meglio della narrazione in Umbria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA