Sorteggio di Champions League. Era meglio l’Arsenal, ma niente è impossibile

IL COMMENTO. Questa Atalanta è talmente capace di tutto che chissà: qualche infortunato che magari recupera, una dose di notte magica che non guasta e vai mai a sapere cosa può capitare.

D’accordo che a Monaco l’Atalanta non era mai andata e che con questa sfida si completa «l’album» delle grandi avversarie europee. Ok, la cartolina da Monaco di Baviera è garantita, litrone di bionda e salsicciotti come se non ci fosse un domani, selfie nello stadio come se piovesse. Poi, però, sarebbe stato meglio l’Arsenal. Ed è abbastanza oggettivo. Questa Atalanta è talmente capace di tutto che chissà: qualche infortunato che magari recupera, una dose di notte magica che non guasta mai, sottovalutazione dell’avversaria (lato Bayern, ovvio) quanto basta, due gocce di Samardzic e vai mai a sapere cosa può capitare.

I ranking

Ma se ragioniamo in termini puramente tecnici e di probabilità residue di giocarsela, era meglio, altroché, l’Arsenal. Basti un dato facile: nel ranking Uefa il Bayern Monaco è secondo a breve distanza dal Real Madrid, mentre l’Arsenal è ottavo (molto distanziato), il Borussia è decimo a breve distanza dall’Arsenal e l’Atalanta quindicesima. Secondo questo ranking, insomma, Borussia e Arsenal non sono lontane sul piano generale. Certo, i ranking dipende sempre come vengono costruiti (nel ClubElo l’Arsenal è primo, il Bayern è terzo) e comunque l’Arsenal sta vincendo la Premier League, che non è uno scherzo.

Ma soprattutto da considerare c’è la storia, che parla di sei Champions League conquistate dal Bayern e nessuna dall’Arsenal. C’è, cioè, una differente - molto - confidenza con le fasi decisive: il Bayern ha giocato 21 volte le semifinali, l’Arsenal 3. Il Bayern ha giocato 35 volte i quarti, l’Arsenal 9. Con un altro sorteggio avremmo avuto un’avversaria che spesso ha avuto il «braccino», sul più bello. Ma pazienza: consoliamoci col fatto che secondo Transfermarkt la rosa dell’Arsenal vale 1,27 miliardi di euro mentre quella del Bayern «solo» 960 milioni.

Nella storia

Resterà, comunque sia, una doppia sfida dentro la storia del calcio italiano («solo noi»...) e nella storia dell’Atalanta. Che è dentro le prime 16 d’Europa perché se l’è conquistato sul campo, con le sue forze e la sua capacità di programmare a dispetto di budget e bacini d’utenza che la penalizzano.

E perché ha buttato fuori il Borussia con la partita più pazza di sempre. Ecco: in fondo a tutti i dati, non abbiamo considerato la variabile impazzita, l’unica non misurabile: quella che rende l’Atalanta un po’ speciale, un po’ diversa, un po’ unica. Quella che ha fatto sì che una rimonta impossibile diventasse possibile, poi quasi annullata, e poi Pasalic che vola su quella palla, Krstovic che s’immola mettendo la testa sui tacchetti di quello là, Samardzic che tira il miglior rigore che ricordiamo insieme a Fabio Grosso nella finale mondiale del 2006.

Abbiamo trovato il Bayern, pazienza. Se pensano che è facile, meglio per noi. A qualche tedesca che se la rideva la cicatrice l’abbiamo già lasciata, bella grossa, fresca fresca.

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