Storia di Liam, c’è (ancora) un giudice a San Antonio

MONDO. Liam è il bambino di 5 anni arrestato dagli agenti dell’Ice a Minneapolis due settimane fa, insieme al padre, e deportato a Dilley, in Texas, in un centro di detenzione familiare per migranti irregolari.

«Caro Liam, nessun bambino dovrebbe mai dover affrontare ciò che hai vissuto. Ma quando crescerai e riuscirai a comprendere queste parole e questo momento, spero che giudicherai l’America non per i giorni trascorsi a Dilley, ma per i milioni di americani che hai toccato nel cuore». Liam è il bambino di 5 anni arrestato dagli agenti dell’Ice a Minneapolis due settimane fa, insieme al padre, e deportato a Dilley, in Texas, in un centro di detenzione familiare per migranti irregolari.

La sua foto, con il berretto azzurro con le orecchie e lo zainetto dell’Uomo Ragno, mentre viene accompagnato a bordo di uno dei Suv dell’agenzia, ha fatto il giro del mondo. A scrivergli è un deputato del Congresso, Joaquin Castro, che dopo aver visitato padre e figlio durante la detenzione, alla notizia della loro liberazione da parte della Corte federale è volato in Texas e li ha riaccompagnati con un volo aereo in Minnesota.

Castro è il volto dell’«altra» America, quella scesa in strada a Minneapolis con i fischietti contro le retate delle squadre anti-immigrazione, quella che ha reagito di fronte all’esercizio di un potere travestito da sopruso, un potere che ha travalicato non solo i confini del diritto, ma quelli dell’umanità.

I diritti umani e le espulsioni

Proprio nel Paese, gli Stati Uniti, che su quell’umanità, e su quei diritti, ha fondato la sua dichiarazione di indipendenza, esattamente 250 anni fa. Per fortuna qualcuno lo ha ricordato ai massimi vertici dell’amministrazione Usa, nella sentenza che ha disposto l’immediata scarcerazione di Liam e di suo padre, che si erano rivolti alla corte federale di San Antonio, Texas, per chiedere un giusto processo rispetto alla loro detenzione. Questo il ragionamento del giudice distrettuale, Fred Biery, classe 1947 (un anno in meno di Trump): «Il caso trae origine dalla mal concepita e incompetente politica governativa volta a imporre quote giornaliere di espulsioni, anche se ciò comporta il traumatizzare dei bambini». Il magistrato ha richiamato due principi dell’ordinamento Usa. Il quarto emendamento (che protegge i cittadini da sequestri o perquisizioni irragionevoli). E la Costituzione, che richiede l’intervento dell’autorità giudiziaria nel caso di decisioni dell’esecutivo che limitino la libertà dei cittadini. «Altrimenti – scrive il magistrato – è come la volpe che fa la guardia al pollaio». Biery non si è limitato a una fredda analisi giuridica, ma ha messo nero su bianco quello che molti hanno pensato, ma pochi hanno avuto il coraggio o la prontezza di scrivere, riguardo al caso del piccolo Liam: «Per alcuni tra noi la perfida brama di potere senza freni e l’imposizione della crudeltà nel perseguirlo non conoscono limiti e sono prive di decenza umana. E al diavolo lo stato di diritto».

Sono 3.800 i minori migranti detenuti in Usa, 20 dei quali neonati. Però questa sentenza riporta al centro la forza delle idee, l’importanza della conoscenza della storia e dell’educazione civica

Un giudizio durissimo, che denuncia chiaramente la cattiveria del potere in un tempo di dilagante «cattivismo» come strumento di raccolta di consenso politico, come ha ben scritto Luigi Manconi qualche giorno fa su Repubblica. Un atto di accusa che non andrà a scalfire il disegno politico in atto, né il nuovo cursus anti-immigrazione. Che, è bene ricordarlo, ha preso il via ben prima dell’amministrazione Trump: secondo il Marshall Project, testata giornalistica non profit specializzata sul sistema penale americano, arresti come quelli di Liam non sono così rari. Sono 3.800 i minori migranti detenuti in Usa, 20 dei quali neonati. Però questa sentenza riporta al centro la forza delle idee, l’importanza della conoscenza della storia e dell’educazione civica. Soprattutto, il peso specifico di cosa significa essere umani. E non è poco sapere che c’è un giudice (anche) a San Antonio, Texas.

A proposito di umanità. In calce alla nota di commento alla sentenza, sotto la foto di Liam, il giudice Biery ha annotato due versetti di Vangelo: Matteo 19,14 «Gesù disse: lasciate che i bambini vengano a me, perché di essi è il Regno dei Cieli» e Giovanni 11,35 «Gesù pianse». Non c’è altro da aggiungere.

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