Un moderato, costruttore
di un’Europa più giusta

Forse Henry Kissinger, leggendario segretario di Stato americano, questa volta avrebbe saputo chi «chiamare per parlare con l’Europa». Dall’altro capo della linea ci sarebbe stato David Sassoli, uno che all’Europa ci credeva, nei fatti e senza quei proclami pieni di parole ma spesso vuoti di contenuti. Giornalista Rai e volto televisivo molto noto prima, eurodeputato Pd e presidente del Parlamento europeo poi, Sassoli è scomparso ieri per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute: anche per questo motivo (ma non solo) aveva rinunciato a ricandidarsi alla guida dell’aula. Europeista e democratico convinto, Sassoli era quel che si dice un moderato: mai una parola fuori posto o una concessione alla polemica. In un certo senso era come se avesse portato nelle istituzioni europee quel certo qual stile dell’ammiraglia dell’informazione di Mamma Rai, quel Tg1 dove si entrava nelle case degli italiani in ordine, con il vestito buono, la giusta educazione e chiedendo permesso. Un atteggiamento che Sassoli ha fatto proprio non per necessità, ma per convinzione e portato in politica con modi e sorriso quasi kennedyani.

Un moderato, costruttore     di un’Europa più giusta
Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli con l’ex cancelliera Angela Merkel

Moderato sì, ma non debole: lo sa bene la Russia dello zar Putin che dopo le sanzioni dell’Ue l’aveva inserito nella black list degli ospiti indesiderati. Ma anche la stessa Angela Merkel, ripresa diverse volte per gli atteggiamenti a volte ondivaghi verso le pulsioni nazionaliste (e gli egoismi) degli ex Stati del patto di Varsavia, Ungheria e Polonia su tutti.

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