Una foto non basta a cancellare le tensioni

POLITICA. La foto mostra due persone sorridenti e distese, l’immagine della serenità e dell’alleanza: Giorgia Meloni e Matteo Salvini si sono voluti mostrare così dopo giorni e giorni in cui sono scorsi fiumi di inchiostro per raccontare delle tensioni tra loro due.

Lega e Fratelli d’Italia marciano insieme senza rivalità, ci dice quella foto scattata dopo un incontro, presumibilmente chiarificatore, a Palazzo Chigi. Però la realtà politica ha le sue dinamiche e la sua realtà e non basta una foto a cancellare una corsa elettorale fatalmente divisiva e una diversità di fondo nella strategia politica europea. Così, mentre Meloni, dopo l’incontro con Salvini, riceveva a colloquio la popolare Metsola, presidente del Parlamento Europeo, nelle redazioni si ragionava sulla lunga lettera scritta al Corriere della Sera da Salvini. Lettera in cui si ribadisce tutto quanto è stato detto a Firenze, durante l’adunanza dei partiti europei di destra e di estrema destra convocata dallo stesso Matteo Salvini.

Benché indebolita dall’assenza di Marine Le Pen, di Geert Wilders (il sovranista olandese che ha vinto le elezioni) e del capo dell’AfD, il convegno ha consentito a Salvini di esplicitare la sua idea di Europa totalmente alternativa a quella messa in campo dalla Commissione di Ursula von der Leyen (Ppe) e sostenuta da socialdemocratici, popolari e liberali. Ecco, Salvini vuole che quella alleanza non si ripeta alle prossime elezioni europee (giugno ’24), che non venga rieletta quella stessa Commissione, e soprattutto che i Conservatori di Giorgia Meloni (o meglio, i Fratelli d’Italia) non concorrano a quella soluzione politica. È a tal punto contrario, Salvini, da pensare di proporre una sorta di «patto» scritto da far firmare a FdI e FI con cui il centrodestra italiano si rifiuterebbe di allearsi con i socialisti europei e di discriminare altri partiti di destra, quelli appunto alleati della Lega.

Quelli con cui però, per esempio, Tajani dice di non voler avere niente a che fare e che la stessa Meloni non prende in considerazione perché semmai il suo obiettivo è quello di mettersi dalla parte di chi vincerà le prossime elezioni europee e conquistare a sé e all’Italia una posizione vantaggiosa. I sondaggi dicono che l’attuale maggioranza di Bruxelles dovrebbe uscire ancora vincitrice a giugno, e dunque i voti dei Conservatori di Meloni non dovrebbero essere determinanti; tuttavia un’alleanza avrebbe comunque i suoi lati positivi, per esempio una poltrona di peso nella prossima Commissione (che altrimenti non avremmo).

Quindi, come si vede, le strade divergono. Con una aggiunta, fondamentale in politica: che il discorso di Salvini potrebbe trovare orecchie attente nell’elettorato di Fratelli d’Italia e consentire finalmente alla Lega di risalire la china dopo gli ultimi, deludenti risultati elettorali nazionali. Questo Giorgia lo sa benissimo e deve stare attenta a come si muove e alle parole che usa, anche se i tempi non sono ravvicinatissimi: la Commissione si voterà alla fine della prossima estate, c’è tempo. Però tutto congiura perché i rapporti si logorino, le tensioni si accrescano, i problemi si aggroviglino.

Ecco perché la foto serve, per stemperare e mostrare unità e compattezza «che smentiscano le dietrologie dei giornali». Però è un fatto che Salvini ha scelto la sua strada che è quella di stare al governo mantenendo una sua autonomia di giudizio, di iniziativa, di parola, e quindi senza troppo badare al fatto che le durissime parole che si sono ascoltate a Firenze contro la «Commissione abusiva» cadevano proprio mentre tra Roma e Bruxelles è in corso una delicatissima trattativa sul nuovo Patto di Stabilità (potremmo arrivare a mettere il veto) e la ratifica del Fondo salva Stati, altrimenti chiamato Mes.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA