Andare in scena per promuovere un mondo più giusto e solidale

TEATRO . L’attività della compagnia teatrale di Brusaporto «La farfalla bianca». La presidente e regista Isabella Burgo: «Vogliamo ispirare, senza presunzione, un cambiamento positivo nella società».

C’è un teatro che non cerca la risata facile né l’intrattenimento leggero, ma sceglie di stare nei territori più complessi dell’animo umano. È un teatro si nutre di relazioni e prova, spettacolo dopo spettacolo, a lasciare nello spettatore una traccia. È questa la strada percorsa dall’associazione La Farfalla Bianca aps di Brusaporto, compagnia teatrale che negli anni ha costruito un’identità precisa, fatta di produzioni corali, temi impegnati e un forte radicamento umano prima ancora che artistico. L’associazione si costituisce ufficialmente nel dicembre 2019, ma il suo percorso affonda le radici prima, all’interno di esperienze teatrali precedenti e nel percorso di ricerca della sua presidente e regista Isabella Burgo.

Progetti di sensibilizzazione

«La Farfalla Bianca – spiega - è un’organizzazione dedicata alla promozione di valori e ideali umanitari, impegnata a creare un mondo più giusto e solidale. Attraverso progetti di sensibilizzazione, l’associazione si propone di promuovere la pace e diffondere la cultura della solidarietà, della bellezza, della verità». Il desiderio è «ispirare, senza presunzione, un cambiamento positivo nella società, stimolando la crescita e la consapevolezza di ogni essere umano». «L’obiettivo - prosegue - è fare in modo che chi esce dalla sala porti via una sensazione, un pensiero, un’emozione positiva che lavori dentro, trasformi», proprio come lascia intuire il nome dell’associazione. La farfalla bianca è da sempre un simbolo di passaggio, rinascita, attraversamento verso la luce. Gli spettacoli della compagnia si muovono infatti lungo direttrici precise: la violenza contro le donne, la memoria storica, l’umanità che resiste anche nei contesti più oscuri, la spiritualità intesa come risveglio e consapevolezza. Produzioni che spesso nascono dall’ascolto, dalla raccolta di testimonianze, dallo studio di storie vere, e che scelgono di tenere insieme dolore e speranza perché, «anche quando partiamo da storie durissime - racconta -, cerchiamo sempre di lasciare uno spiraglio», una luce in fondo al tunnel.

Il lavoro di gruppo

Una delle caratteristiche più evidenti de La Farfalla Bianca è il lavoro corale. In scena ci sono spesso molti attori, di età diverse, con percorsi differenti e, in alcuni casi, anche con fragilità personali. Una scelta precisa, «che rifiuta l’idea di perfezione teatrale» in favore di una verità più profonda. Il gruppo, oggi composto da una quindicina di persone, è un microcosmo in cui il teatro diventa anche relazione, accoglienza, crescita condivisa: «Siamo tutti molto diversi - dice - ed è proprio questo che rende vivo il nostro stare insieme».

Se le prove sono fatte all’A uditorium di Chiuduno, gli spettacoli raggiungono l’intera Bergamasca: auditorium, teatri, rassegne culturali, occasioni legate a Giornate internazionali o a ricorrenze civili. Non mancano alcune esperienze nelle scuole, perché il dialogo con i più giovani è parte integrante di una visione che vede il teatro come strumento educativo, nel senso più ampio del termine.

Fare qualcosa di comico

E per il futuro? Tante le idee. «I miei attori mi chiedono di fare qualcosa di comico. Mi piacerebbe inoltre - confessa Burgo - dedicarmi ai cantautori italiani. In fondo nei miei spettacoli la componente musicale è sempre forte, viva». Il sogno nel cassetto invece - rivela - «è portare un giorno la compagnia al Teatro Donizetti». Intanto a maggio ci sarà il debutto «Risvegli», uno spettacolo molto particolare che sarà riproposto, «per fermarsi, aprire gli occhi, imparare a guardare, ad ascoltare e non solo sentire», conclude.

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