(Foto di Fabiano Prometti)
S ERIATE. Distrutti 1.200 metri quadri di deposito. Edificio sotto sequestro, non si esclude il dolo: martedì il sopralluogo del Nucleo investigativo.
Le fiamme che si sollevano e un’alta colonna di fumo nero, chiaramente distinguibile anche con le prime tenui luci di sabato mattina È lo spettacolo che ha attirato l’attenzione dei passanti, pochi a quell’ora, che percorrevano via Venezian, a Seriate, e via Giardini, la sua prosecuzione nel territorio di Pedrengo.
Pochi minuti prima delle 7 un grosso incendio – fortunatamente senza feriti – ha infatti devastato un capannone di circa 1.200 metri quadrati, condiviso dalla Paolo Trevisan, ditta che si occupa di giardinaggio, e dalla Marchetti Luigi trasporto merci. Nel rogo del deposito, che si trova in un’area sul confine fra Seriate e Pedrengo, sarebbero stati coinvolti diversi mezzi delle due aziende, con i danni apparsi fin da subito ingenti. Stando alle prime informazioni sarebbero andati completamente distrutti due furgoni, due camion, un container, tre mini-escavatori e due trattori per la Trevisan, che ha subito il grosso delle perdite. In fiamme un tir carico di tralicci e polveri refrattarie, invece, per la Marchetti. Paura anche per le strutture della Mp demolizioni, i cui locali si trovano sullo stesso piazzale, che tuttavia non sono state intaccate dal rogo. Ancora impossibile, tuttavia, una stima precisa dei danni (potrebbero ammontare a diversi milioni vista l’entità dell’incendio, ndr) e dei tempi necessari per lo svolgimento degli accertamenti.
Sul posto i vigili del fuoco, intervenuti con tre squadre da Bergamo, due da Romano di Lombardia, una da Gazzaniga e una da Medolago, con autoscala e autobotte all’opera per più di un’ora per domare le fiamme. Presente sul posto anche un ispettore dei vigili del fuoco. Insieme a loro sono intervenuti i carabinieri di Seriate, la polizia locale e due ambulanze. Concluse poi intorno alle 12,30 le operazioni di bonifica e di messa in sicurezza dell’edificio, che al momento è stato dichiarato inagibile e posto sotto sequestro dalle autorità per la verifica della dinamica dei fatti. A portare all’inagibilità il crollo di una trave, in seguito al quale ha ceduto l’intera copertura del tetto della struttura. È stata la presenza, in questa copertura, di uno strato di fibrocemento sopra al calcestruzzo a far scattare l’allarme per la presenza di amianto. Immediato l’intervento di Ats e Arpa, che hanno scongiurato i timori al riguardo e verificato che non ci fossero sviluppi pericolosi per gli abitanti della zona.
Ancora non chiaro se le cause dell’incendio siano state accidentali. Per le autorità non è infatti possibile escludere, per il momento, un’origine dolosa delle fiamme, ma i rilievi sono ancora in corso e intanto l’immobile rimarrà sotto sequestro fino al completamento delle operazioni degli enti preposti. È previsto per l’inizio della prossima settimana, probabilmente martedì, l’intervento del Nucleo investigativo antincendi di Milano per determinare l’origine e lo sviluppo delle fiamme.
Si è recato sul posto nella mattinata di ieri anche il sindaco di Seriate, Gabriele Cortesi. «Spetterà agli enti preposti e alle autorità portare avanti le verifiche del caso – ha dichiarato –. L’ampiezza dell’incendio ha sicuramente destato preoccupazione, ma siamo riusciti a dare una risposta precisa e adeguata, adesso la situazione è sotto controllo». «Una buona notizia – per il sindaco – l’assenza completa di feriti o, peggio, di vittime. Adesso è il momento di attendere l’esito degli approfondimenti delle autorità». Non se la sono sentita di commentare, invece, i titolari delle due attività coinvolte nel rogo, sbigottiti per l’accaduto.
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