«Mi ha salvato la vita»: il dolore e la riconoscenza per Mustapha Ladid a Curno
IL RICORDO. L’abbraccio di oltre mille persone nella moschea di Curno per il 32enne morto nel tentativo di salvare due colleghi dalla cisterna della Carrara Group. Uno dei superstiti: «Ora ho un angelo custode».
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Distrutto dal dolore, con gli occhi gonfi di lacrime, e provato fisicamente dai giorni che si sono succeduti alla tragedia, una delle due persone salvate da Mustapha Ladid si lascia andare: «Ora ho un angelo custode. Io ho avuto una chance, quello che mi rammarica è che nessuno ha dato una chance a lui. Mustapha era un ragazzo eccezionale, aveva solo da insegnare agli altri. Mio figlio si è scritto il suo nome a penna sul braccio. “Ti ha salvato la vita, voglio ricordarlo”, mi ha detto. Devo contraccambiare ciò che Mustapha ha fatto per me. Farò fatica, ma ce la farò».
La grande riconoscenza per Mustapha
Una vita si è spenta perché altre due potessero continuare. E il gesto del 32enne operaio marocchino, morto martedì dopo aver esalato sostanze chimiche da una cisterna dell’azienda per cui lavorava, la Carrara Group di Brusaporto, nel tentativo di recuperare due colleghi finiti al suo interno, è rimasto scolpito nel cuore. Del personale della ditta, di parenti e amici, e dei tanti fratelli musulmani, che questa mattina, venerdì 15 maggio, lo hanno ricordato con un momento di preghiera nella moschea di Curno.
Oltre un migliaio di persone per ricordarlo
Una folla di oltre 1.000 persone riunite per ricordare il giovane, conosciuto in tutta la Bergamasca. Persone sono arrivate da ogni parte della provincia, ma anche da Lecco e addirittura dalla Spagna, per accarezzare per l’ultima volta la salma di Mustapha in moschea. Questa sera il corpo del giovane volerà per il Marocco, dove riposerà per sempre.
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