Addio a Stefano Caglioni, l’artista controcorrente che ha lasciato un segno a Bergamo
IL LUTTO. Ultimo saluto martedì 24 marzo: figura indimenticabile del centro città. Artista poliedrico tra fragilità e amore per Bergamo e l’Atalanta.
Bergamo
Bergamo piange Stefano Caglioni, artista noto e profondamente legato al territorio, anima inquieta e generosa capace di trasformare il proprio vissuto in espressione creativa. Conosciuto da tutti come “ol Cagliù”, è stato un protagonista autentico della vita cittadina, presenza familiare tra le vie del centro, dove per anni ha dipinto, osservato e dialogato con chiunque incrociasse il suo cammino.
Il suo percorso, segnato da fragilità e ricoveri, ha trovato nell’arte un linguaggio potente: uno stile mutevole, dal minimale all’iconografico, sempre libero e personale. «Artista anarchico e controcorrente», come amava definirsi, è stato negli anni Novanta che la sua pittura ha iniziato a ottenere riconoscimento, fino a renderlo una figura simbolo, spesso accostata al «Ligabue di Bergamo».
Ospite del Gleno per oltre un decennio, Caglioni ha continuato a creare e a farsi conoscere anche oltre la provincia e a coltivare il suo legame con l’Atalanta.
Negli anni Bergamo ha imparato a conoscerlo. Prima come insegnante poi quando passeggiava per le vie del centro e chiedeva ai passanti una sigaretta, o discettava con sconosciuti di filosofia; è Stefano Caglioni che ha riempito tanti muri della città di sue creazioni e che oggi è un «nome» tra gli appassionati della sua arte pittorica. Poi il suo ricovero al Carisma: «Qui mi hanno rimesso in piedi. Prima avevo un buco nella gola e non mangiavo da solo. Ora dipingo di nuovo. E vivo tranquillo» aveva detto nel 2014 a L’Eco di Bergamo.
Martedì i funerali
I funerali si terranno martedì 24 marzo alle 14,15 nella chiesa di Ognissanti del cimitero di Bergamo, con successivo trasporto al tempio crematorio. Caglioni è composto presso la camera mortuaria della Fondazione Carisma (visite 9-18).
© RIPRODUZIONE RISERVATA