Bruciato capannone con camion e mezzi: danni per milioni. Indagini in corso, l’ombra del dolo

S ERIATE. Distrutti 1.200 metri quadri di deposito. Edificio sotto sequestro, non si esclude il dolo: martedì il sopralluogo del Nucleo investigativo.

Le fiamme che si sollevano e un’alta colonna di fumo nero, chiaramente distinguibile anche con le prime tenui luci di sabato mattina È lo spettacolo che ha attirato l’attenzione dei passanti, pochi a quell’ora, che percorrevano via Venezian, a Seriate, e via Giardini, la sua prosecuzione nel territorio di Pedrengo.

Pochi minuti prima delle 7 un grosso incendio – fortunatamente senza feriti – ha infatti devastato un capannone di circa 1.200 metri quadrati, condiviso dalla Paolo Trevisan, ditta che si occupa di giardinaggio, e dalla Marchetti Luigi trasporto merci. Nel rogo del deposito, che si trova in un’area sul confine fra Seriate e Pedrengo, sarebbero stati coinvolti diversi mezzi delle due aziende, con i danni apparsi fin da subito ingenti. Stando alle prime informazioni sarebbero andati completamente distrutti due furgoni, due camion, un container, tre mini-escavatori e due trattori per la Trevisan, che ha subito il grosso delle perdite. In fiamme un tir carico di tralicci e polveri refrattarie, invece, per la Marchetti. Paura anche per le strutture della Mp demolizioni, i cui locali si trovano sullo stesso piazzale, che tuttavia non sono state intaccate dal rogo. Ancora impossibile, tuttavia, una stima precisa dei danni (potrebbero ammontare a diversi milioni vista l’entità dell’incendio, ndr) e dei tempi necessari per lo svolgimento degli accertamenti.

L’intervento dei Vigili del fuoco

Sul posto i vigili del fuoco, intervenuti con tre squadre da Bergamo, due da Romano di Lombardia, una da Gazzaniga e una da Medolago, con autoscala e autobotte all’opera per più di un’ora per domare le fiamme. Presente sul posto anche un ispettore dei vigili del fuoco. Insieme a loro sono intervenuti i carabinieri di Seriate, la polizia locale e due ambulanze. Concluse poi intorno alle 12,30 le operazioni di bonifica e di messa in sicurezza dell’edificio, che al momento è stato dichiarato inagibile e posto sotto sequestro dalle autorità per la verifica della dinamica dei fatti. A portare all’inagibilità il crollo di una trave, in seguito al quale ha ceduto l’intera copertura del tetto della struttura. È stata la presenza, in questa copertura, di uno strato di fibrocemento sopra al calcestruzzo a far scattare l’allarme per la presenza di amianto. Immediato l’intervento di Ats e Arpa, che hanno scongiurato i timori al riguardo e verificato che non ci fossero sviluppi pericolosi per gli abitanti della zona.

Non si esclude l’origine dolosa

Ancora non chiaro se le cause dell’incendio siano state accidentali. Per le autorità non è infatti possibile escludere, per il momento, un’origine dolosa delle fiamme, ma i rilievi sono ancora in corso e intanto l’immobile rimarrà sotto sequestro fino al completamento delle operazioni degli enti preposti. È previsto per l’inizio della prossima settimana, probabilmente martedì, l’intervento del Nucleo investigativo antincendi di Milano per determinare l’origine e lo sviluppo delle fiamme.

Si è recato sul posto nella mattinata di ieri anche il sindaco di Seriate, Gabriele Cortesi. «Spetterà agli enti preposti e alle autorità portare avanti le verifiche del caso – ha dichiarato –. L’ampiezza dell’incendio ha sicuramente destato preoccupazione, ma siamo riusciti a dare una risposta precisa e adeguata, adesso la situazione è sotto controllo». «Una buona notizia – per il sindaco – l’assenza completa di feriti o, peggio, di vittime. Adesso è il momento di attendere l’esito degli approfondimenti delle autorità». Non se la sono sentita di commentare, invece, i titolari delle due attività coinvolte nel rogo, sbigottiti per l’accaduto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA