(Foto di Agazzi)
L’INCONTRO. Al centro della giornata, il dialogo e l’approccio della mediazione e della giustizia riparativa nella scuola.
«Il bullismo non è solo una regola infranta, ma una ferita nelle relazioni e nella dignità delle persone». Da questa consapevolezza è nato il terzo appuntamento del Progetto Scuola 2025–2026. Nella mattinata di martedì 10 febbraio, al Cinema Capitol di Bergamo, 150 studenti e studentesse dell’Istituto Natta hanno partecipato alla visione collettiva dell’incontro nazionale sul bullismo, promosso da Fondazione Conad e realizzato da Unisona APS, insieme a oltre 67mila ragazzi e ragazze di tutta Italia.
Al centro della giornata, il dialogo e l’approccio della mediazione e della giustizia riparativa nella scuola: un modello che va oltre la punizione, mette al centro le persone, riconosce il danno e lavora per ricostruire legami e responsabilità all’interno della comunità scolastica. Un passo concreto per affrontare un fenomeno complesso, oggi amplificato anche dal digitale, e per rispondere a un bisogno che gli studenti stessi indicano come prioritario. Perché prevenire il bullismo significa educare alla responsabilità, all’ascolto e al rispetto reciproco.
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