I nuovi antidiabetici farmaci rivoluzionari
dalle mille potenzialità

IL CONVEGNO. Al di là di eccessi o abusi, sempre possibili, è però un fatto che i farmaci di «nuova» generazione contro il diabete mellito di tipo 2, ampiamente diffusi e utilizzati da un paio di decenni, abbiano benefici effetti a vasto spettro.

Le cronache, ormai, registrano da tempo un «boom» di acquisti di farmaci contro il diabete (una patologia per la quale sono a carico del Servizio sanitario nazionale) usati però anche contro sovrappeso e obesità. Al di là di eccessi o abusi, sempre possibili, è però un fatto che i farmaci di «nuova» generazione contro il diabete mellito di tipo 2, ampiamente diffusi e utilizzati da un paio di decenni, abbiano benefici effetti a vasto spettro: non solo, appunto, per il controllo del peso corporeo, ma anche per il cuore, il rene, le strutture cerebrali, in funzione persino anti-invecchiamento.

È stato questo, in sintesi, l’argomento di un convegno medico, «Farmaci per la longevità: la nuova frontiera della medicina generale», che si è tenuto sabato 29 novembre alla Casa del Giovane a Bergamo. Il suo direttore scientifico, Giovanni Bergonzi, ex ospedaliero oggi medico di base a Val Brembilla, facendo il punto sui benefìci associati ai farmaci Sglt2i e Glp1-Ra, prescritti in prima o seconda linea, ha detto, introducendo i lavori: «Questo congresso nasce dalla voglia di cambiare la situazione, l’inerzia terapeutica. Da quasi vent’anni sono usciti farmaci nuovi, meravigliosi, che hanno mostrato effetti benefici su organi target completamente diversi da quelli per cui erano stati inventati. Cerchiamo quindi di toglierci i dubbi, di qualsiasi natura, sugli effetti collaterali di questi farmaci, di cui è dimostrata una pletora di effetti positivi e che garantiscono una riduzione delle ospedalizzazioni. Dobbiamo cercare di occuparci dei pazienti come fossero nostri parenti. E i diabetici sono i più vulnerabili di tutti. Perché sappiamo che la popolazione diabetica è altamente esposta a rischi di ricoveri per eventi cardiovascolari e renali».

I farmaci ipoglicemizzanti

I dati del 2024, ha aggiunto, dimostrano che i diabetici, in cura con farmaci ipoglicemizzanti come la metformina, sono in grande maggioranza sostanzialmente «sani», e per questo sono «meritevoli della prescrizione di Sglt2i e/o Glp1-Ra». Infatti, senza dismettere le terapie tradizionali, l’aggiunta di queste molecole, che sono ben tollerabili e con effetti collaterali lievi di norma facilmente gestibili dal medico di base, offre un percorso di cura sempre più orientato alla prevenzione «sinfonica», con effetti che vanno oltre il trattamento del diabete in senso stretto, fino al cruciale complesso «rene-cuore-polmone». Questi farmaci sono stati presi in considerazione, spiega il razionale scientifico del convegno, nei campi più disparati, «dal trattamento delle infezioni a lungo termine a quello delle patologie autoimmuni (artrite reumatoide) e auto infiammatorie (rettocolite ulcerosa), oltre a destare interesse nell’impresa di ritardare la malattia d’Alzheimer», mentre sono in fase di studio perfino gli effetti «sul trattamento di ludopatie e dipendenze da alcol, tabacco e oppioidi».

Le nuove sfide

La medicina di base, in questa ottica di prevenzione, è direttamente interpellata. Come ha spiegato, tra i relatori, Roberto Moretti, direttore delle Cure primarie dell’Asst Papa Giovanni XXIII, «deve necessariamente essere coinvolta dal punto di vista organizzativo nella cura del diabete, perché un tempo c’erano molti più diabetologi e molti meno diabetici, oggi è il contrario». Anche per questo, ha sottolineato, «abbiamo svolto un corso di tre giorni per far apprendere l’uso, da parte dei medici di medicina generale, dell’ecografo “point of care”, che consente di diagnosticare facilmente e rapidamente in ambulatorio il “fegato grasso”, per esempio, nei pazienti diabetici, oltre ad altre patologie». Hanno aderito su base volontaria 49 medici su 137, tra Bergamo, Valle Brembana e Valle Imagna.

Gli interventi

Ma l’ideale sarebbe estendere a tutti gli altri la possibilità di usare questa tecnologia. Al convegno sono intervenuti alcuni dei più noti specialisti sul territorio: Micol Pagani, diabetologa della Humanitas Gavazzeni nell’équipe di Carlo Antonio Bossi, sulla gestione degli effetti collaterali del Glp1-ra; Anna Corsi (équipe di Roberto Trevisan), Riccardo Riva (specialista in demenze) e Monica Airoldi (telemedicina) dell’Asst Papa Giovanni XXIII; Giuseppe Ancona del San Raffaele di Milano; Giuseppe Severgnini dell’ospedale di Seriate; per la Casa di Cura San Francesco sono invece intervenuti i cardiologi Francesco Pattarino e, con un intervento dal denso significato umanistico e filosofico circa il legame inscindibile, chiave di ogni vera cura, fra mente e corpo, tra sistema nervoso e immunitario, Elio Maria Staffiere.

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