L’ultimo saluto a Bossi a Pontida tra applausi e cori - Le foto

L’ULTIMO SALUTO. Il feretro di Umberto Bossi davanti al «pratone» simbolo della Lega, commozione tra i militanti e l’omaggio delle istituzioni tra cui la premier Giorgia Meloni. Contestazioni all’arrivo di Salvini, il «Va’ pensiero» chiude la cerimonia.

Pontida

Applausi, cori e bandiere con il Sole delle Alpi hanno accompagnato a Pontida l’ultimo saluto a Umberto Bossi, fondatore della Lega , scomparso a 84 anni. Il feretro, giunto all’abbazia di San Giacomo domenica 22 marzo intorno alle 12, è stato accolto da un lungo applauso dei militanti, che hanno scandito più volte il suo nome: «Bossi, Bossi. Grazie Umberto». Sulla bara, fiori bianchi e la bandiera del movimento.

Gli applausi al «pratone»

Momento particolarmente simbolico il passaggio davanti al «pratone», luogo identitario della Lega. Il carro funebre si è fermato per alcuni minuti tra applausi e cori, prima di ripartire. A piedi, visibilmente commosso, il ministro Giancarlo Giorgetti ha accompagnato il feretro insieme ai militanti, mentre la famiglia ha seguito in auto.

All’esterno dell’abbazia centinaia di persone si sono radunate fin dalle prime ore, molte con fazzoletti verdi o bandiere, tra cui quelle con il leone di San Marco. La piazza, transennata, ha ospitato un maxi schermo per consentire di seguire la cerimonia, riservata all’interno a circa 400 persone tra familiari e autorità.

L’arrivo della premier Meloni

Presenti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, arrivata con Antonio Tajani, e altri rappresentanti istituzionali. Il suo ingresso è stato accompagnato da applausi ma anche da cori di militanti. Tensione invece all’arrivo di Matteo Salvini, contestato da alcuni presenti. «Oggi non si dichiara nulla, oggi è la presenza» ha detto il vicepremier.

Ad accogliere la bara e la famiglia, la moglie Manuela e i figli, è stato tra gli altri il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che ha abbracciato a lungo la moglie. Sul feretro di Bossi fiori bianchi e la bandiera della Lega con il sole delle Alpi. Il feretro è arrivato accompagnato dal suono delle cornamuse.

Il coro del «Va’ pensiero»

Al termine della celebrazione, il coro degli Alpini della Val Masino ha intonato il «Va’ pensiero», canto più volte richiamato dallo stesso Bossi dal palco di Pontida. Subito dopo, le autorità hanno lasciato il paese. A segnare la giornata anche uno striscione all’ingresso del paese: «Una vita senza libertà non è vita. W Bossi», sintesi di un messaggio che molti militanti hanno voluto affidare all’ultimo saluto al loro leader.

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