Cultura e Spettacoli / Pianura
Lunedì 19 Gennaio 2026
Omar Pedrini torna in tour con canzoni per le nuove generazioni
MUSICA. Il cantautore proporrà un percorso tra la “leggerezza” delle canzoni e la “serietà” del teatro per riflettere sul mondo che sta cambiando. Il 18 aprile farà tappa a Dalmine.
Dalmine
«Mai come in questo momento la società vive con un senso di ansia diffuso, per cause diverse e a diversi livelli: politici, ambientali, sociali e culturali. Il “vecchio mondo” sta crollando sotto i continui colpi di quello digitale. Ma anche il futuro del mondo è messo in discussione. La distribuzione della ricchezza è molto sbilanciata “in alto”. I valori del Novecento e, in misura più ampia, della cultura occidentale sono in crisi, lasciando l’umanità col fiato sospeso. Guerre e rivendicazioni ammantano il pianeta blu. Da queste basi parte la mia riflessione per dare voce a dei valori che vivono in me, non per cambiare il mondo ma per riflettere insieme al pubblico su cosa ci stia accadendo». Così, con una lettera aperta, dopo il successo del suo tour rock di chiusura, Omar Pedrini torna al suo vecchio amore: il teatro. Lo fa con «Canzoni sul saper vivere ad uso delle Nuove Generazioni», uno spettacolo di teatro-canzone che lo vede alla regia e rappresenta oggi la piena e consapevole maturità artistica dell’artista. Il tour arriverà il 18 aprile al Teatro Civico di Dalmine.
Invito alla vita
Ispirato al «Trattato sul saper vivere ad uso delle giovani generazioni» di Raoul Vaneigem, lo spettacolo prende le mosse dal pensiero del movimento situazionista, e in particolare dal suo manifesto: rifiuto della passività, centralità dell’esperienza vissuta, critica alla ripetizione e all’impoverimento della vita quotidiana, invito a «vivere» e non semplicemente a sopravvivere. «Risposte pronte non ne avevo, - spiega Pedrini - ma mi sono reso conto che il mio impegno artistico, attraverso le composizioni musicali e letterarie, le mie riflessioni, in qualche modo tracciano una linea coerente che può proporre una direzione, e senza la presunzione di dare delle risposte, ma accendendo delle piccole fiamme, degli stimoli nello spettatore per condividere alcune emozioni, con la volontà di cambiare in meglio le nostre vite, in attesa di cambiamenti. Mi aiuteranno anche alcune composizioni altrui, da Piero Ciampi a Neil Young, che ritenevo congrue allo spettacolo, accanto alle mie».
Individuo e società
«Mi sento a metà strada tra la “leggerezza” delle canzoni e la “serietà” del teatro»
In scena, Pedrini costruisce un percorso articolato per macro-argomenti che ruotano attorno al concetto di saper vivere. I temi attraversano la città e i suoi conflitti, il femminile, la spiritualità, il rapporto tra individuo e società, componendo un racconto che tiene insieme riflessione personale e sguardo collettivo sul presente. «Mi sento a metà strada tra la “leggerezza” delle canzoni e la “serietà” del teatro - osserva il cantautore -. Un’esigenza nata così, tra l’Omar professor rock e le sue lezioni di 15 anni in Università Cattolica di Milano, “hic et nunc”, e il guerriero del rock italiano. Il tutto proposto da un anarchico pacifista ampiamente cinquantenne, ma nel mio cuore dedicato ai miei, nostri figli così disorientati. E condito con la mia consolidata spavalda cialtroneria. Vi aspetto copiosi per un’altra serata di teatro canzone. Omar».
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