Dal Basso Sebino al Quirinale, Facchinetti: «Lo sci che abbatte le barriere»

L’INTERVISTA. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nomina Ufficiale Fabrizio Facchinetti: venticinque anni di sport e inclusione per i ragazzi speciali.

Da 25 anni Fabrizio Facchinetti fa dello sci uno strumento di inclusione. Cinquantotto anni, titolare di una piccola azienda di trasporti, è il presidente dello Sci Club Sarnico 2001–Fabrizio Pedrocchi Asd e il 3 marzo alle 12, al Palazzo del Quirinale, riceverà il titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana «per aver reso lo sport uno strumento di inclusione».

«La cosa che mi rende più felice – racconta – sono i traguardi dei ragazzi speciali: le paure che arrivano all’inizio e che poi vengono superate tutte. Vederli integrati con gli altri, gli accompagnatori che li vanno a trovare, è nata una famiglia. Uno scambio umano indescrivibile. E quando una mamma piange per un piccolo risultato, capisci quanta sofferenza c’è dietro».

L’avventura inizia nel 2001, quando con Fabrizio Pedrocchi rilancia un gruppo di sciatori in oratorio: 13 bambini, tra cui suo figlio. Lui, appassionato di calcio, all’inizio dice no. Poi accetta la sfida. I numeri crescono: 40, 50 ragazzi, fino agli attuali 180. Nel 2007 l’incontro con cinque ragazzi con disabilità: «Ci siamo innamorati. Siamo partiti in due, oggi ne facciamo sciare 130 tra domeniche, sabati e settimane bianche».

Con 48 volontari accompagnatori, lo Sci Club porta avanti un’attività totalmente gratuita, sostenuta dalle aziende del Basso Sebino. Nel 2010 la scomparsa di Pedrocchi: l’associazione oggi porta anche il suo nome. «È stato lui il fondatore. Questo premio lo dedico a lui, alle famiglie e ai volontari».

La telefonata dal Quirinale, dopo una candidatura inviata da una famiglia, è stata una sorpresa: «Pensavo a uno scherzo, mi sono commosso». A Roma sarà accompagnato da amici e collaboratori. Intanto è già partito un nuovo sogno: la cascina di Adrara, acquistata a luglio, per attività estive dedicate ai ragazzi. Perché, dice Facchinetti, «lo sci deve essere per tutti, prima di tutto un modo per stare insieme».

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