Gasperini in lacrime per Percassi: emozione in conferenza stampa prima di Roma-Atalanta
LA COMMOZIONE. Il tecnico giallorosso si commuove ricordando la proprietà e la presidenza di Antonio Percassi e lascia la sala.
Vigilia carica di emozioni per Gian Piero Gasperini, che durante la conferenza stampa prima della sfida di campionato tra Atalanta e Roma - in programma sabato alle 20.45 a Roma - ha vissuto un momento di forte commozione ricordando Antonio Percassi.
Il tecnico giallorosso stava ripercorrendo il suo percorso a Bergamo quando la voce gli si è spezzata: «Cosa avevo trovato all’inizio del mandato e cosa c’è oggi a Roma? A Roma c’è tutto per far bene. A Bergamo ho potuto far bene perché il contesto era compatto, il lavoro della società straordinario. La città ha creato un clima ideale. Avevamo costruito insieme, con un nucleo forte, valorizzando giovani e reinvestendo bene».
Il tecnico giallorosso stava ripercorrendo il suo percorso a Bergamo quando la voce gli si è spezzata: «Cosa avevo trovato all’inizio del mandato e cosa c’è oggi a Roma? A Roma c’è tutto per far bene. A Bergamo ho potuto far bene perché il contesto era compatto, il lavoro della società straordinario. La città ha creato un clima ideale»
Poi il passaggio più toccante: «L’anomalia dell’Atalanta è stata giocare in Europa facendo utili. Non solo per merito mio, ma soprattutto di una società capacissima. Poi quella sintonia è un po’ cambiata, un po’ perché è cambiata la proprietà, un po’ perché non c’era più il papà (Antonio Percassi, ndr) a cui io ero molto legato…». A quel punto Gasperini, visibilmente emozionato, ha interrotto la conferenza e ha lasciato la sala in lacrime.
Il fronte Roma: tra sorpresa e concentrazione
Dall’altra parte, il tecnico della Roma - lo scorso anno alla guida dell’Atalanta - ha analizzato una vigilia altrettanto intensa, segnata anche dalle recenti dichiarazioni di Claudio Ranieri. «L’intervista di Ranieri per me è stata una sorpresa incredibile. Non c’è mai stato un tono diverso tra me e lui, né in pubblico né nei rapporti diretti. In tanti mesi non avevo mai avuto questa sensazione», ha spiegato. Il tecnico giallorosso ha però voluto spegnere ogni polemica: «È evidente, mio malgrado, come abbia subito l’impatto mediatico. Ma per me e per la squadra l’alibi è zero: abbiamo in testa solo la partita». L’obiettivo resta chiaro: la qualificazione in Champions League. «Mi sono preoccupato di non rispondere e di non creare danni alla squadra. Abbiamo ancora chance Champions ed è l’unica cosa importante».
Sfida da Champions
Il peso della partita è evidente anche nelle parole del tecnico romanista: «Quando ero all’Atalanta consideravamo la Roma un limite: se la battevamo eravamo da Champions. Ora penso lo stesso al contrario. L’Atalanta è da Champions e se noi la battiamo siamo autorizzati a giocarla». Nonostante le difficoltà, soprattutto legate agli infortuni, la linea resta quella della continuità: «Ho sempre puntato a migliorare la squadra senza sconfinare nei ruoli. Senza tutti questi infortuni sarebbe stato più agevole, ma ci proviamo lo stesso».
Il nodo infortuni
Tra i temi caldi anche la gestione degli acciaccati, con il caso Wesley emblematico: «Si sente di poter giocare, fa sprint e tiri, ma lo staff medico vede dei rischi. Nascono discussioni normali, ma se il medico dice no io non posso far nulla. Mi attengo alle indicazioni».
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