Sessant’anni fa l’inizio di una lunga storia, auguri al «Club Amici Atalanta»

LA RICORRENZA. Nel marzo del 1966 «L’Eco», su idea di Elio Corbani, lanciava la nascita dell’associazione. In poche settimane decine di sezioni e migliaia di soci. Dalle «carovane di bus» alla prossima Camminata.

«Lanciamo il Club Amici dell’Atalanta»: titolava così L’Eco di Bergamo nel marzo del 1966, annunciando la nascita di una realtà destinata a lasciare il segno. Oggi, a distanza di sessant’anni, quel progetto si è trasformato in una rete composta da circa un centinaio di sezioni e migliaia di iscritti, capace di distinguersi per la varietà delle attività e per un’identità che unisce tifo nerazzurro e impegno solidale.

L’importante traguardo dei sei decenni «sulla cresta dell’onda» colloca l’Associazione tra le più longeve nel panorama dei sostenitori calcistici, non solo italiani ma anche internazionali. Un percorso di continuità reso possibile anche dal legame storico con L’Eco di Bergamo, che ancora oggi ospita la sede del Club.

L’idea di Corbani

L’idea fu di Elio Corbani, allora giovane collaboratore sportivo del quotidiano, che propose al direttore monsignor Andrea Spada la creazione di un club capace di sostenere l’Atalanta al di là dei risultati. Una visione lungimirante, accolta con entusiasmo sia dalla dirigenza atalantina sia dalla città: nel giro di poche settimane nacquero decine di club per un totale di circa 2.000 soci.

Lo Statuto del Centro di Coordinamento, redatto con atto notarile e tuttora in vigore, prevede un Consiglio direttivo composto da rappresentanti eletti dalle sezioni, membri designati dall’Atalanta Bergamasca Calcio e altri indicati dal direttore del quotidiano patrocinante.

Per oltre quarant’anni, gli «Amici» hanno organizzato trasferte memorabili, allestendo vere e proprie carovane di pullman al seguito della squadra in Italia e all’estero. Resta storico il record di 143 autobus per lo spareggio di Genova del 29 giugno 1977 contro il Cagliari, che valse la promozione in Serie A con Titta Rota in panchina. Non mancarono nemmeno treni speciali, soprattutto per le trasferte più lunghe e complesse. Tra le attività più rilevanti di quegli anni anche la gestione della prevendita dei biglietti per lo stadio e per le partite in trasferta. Un servizio che contribuì a contrastare efficacemente il fenomeno del bagarinaggio, guadagnando attestati di stima da parte di istituzioni pubbliche e sportive. Sono diventati tradizione, inoltre, gli appuntamenti natalizi al Centro Congressi, momenti di incontro che vedono la partecipazione di dirigenti, giocatori della prima squadra e dell’intero settore giovanile.

Per oltre quarant’anni, gli «Amici» hanno organizzato trasferte memorabili, allestendo vere e proprie carovane di pullman al seguito della squadra in Italia e all’estero. Resta storico il record di 143 autobus per lo spareggio di Genova del 29 giugno 1977 contro il Cagliari, che valse la promozione in Serie A con Titta Rota in panchina

La Camminata Nerazzurra

Fiore all’occhiello dell’Associazione è la «Camminata Nerazzurra», marcia non competitiva che, con la prossima edizione di giugno, raggiungerà il traguardo della diciottesima edizione. L’evento, con una media superiore ai 12.000 partecipanti, rappresenta un record per numero di adesioni. Accanto al sostegno sportivo, resta centrale l’impegno sociale: le sezioni si distinguono per iniziative sul territorio a favore dei più bisognosi. Fermo, infine, il principio che da sempre guida il Club: la totale condanna di ogni forma di violenza legata al tifo. Gli associati responsabili di comportamenti scorretti vengono infatti esclusi dal Centro di Coordinamento.

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