(Foto di Colleoni)
L’ADDIO. In tantissimi per la Messa funebre presieduta dal Vescovo Francesco Beschi. Tra le autorità presenti anche i Consoli generali di Bolivia e di Cuba.
Bergamo
Una folla di fedeli, tra cui tanti latinoamericani e boliviani soprattutto, lunedì 19 gennaio ha salutato nella chiesa parrocchiale di San Francesco don Mario Marossi, scomparso per una grave malattia a 73 anni venerdì 16.
La Messa funebre è stata presieduta dal Vescovo, monsignor Francesco Beschi, affiancato all’altare da un altro Vescovo, monsignor Maurizio Gervasoni, bergamasco, condiscepolo in Seminario di Don Mario e suo compagno di ordinazione. La moltitudine di persone presenti, ha notato Beschi, «dice l’intensità dei legami, degli affetti e della riconoscenza» che legava tante persone a un sacerdote da sempre pronto ad aiutare i bisognosi e a intessere un profondo dialogo interreligioso e interculturale, grazie anche alla Missione con cura d’anime di Santa Rosa da Lima presso la chiesetta di San Lazzaro a Bergamo.
Beschi, che nell’omelia ha ricordato «la concretezza e l’amore per l’umanità» di don Mario, ha reso noto anche il cordoglio della «comunità musulmana». Tra le autorità presenti la sindaca Elena Carnevali, con gli assessori Marzia Marchesi e Giacomo Angeloni, e il sindaco di Viadanica, Nicola Micheli, oltre ai Consoli generali di Bolivia (Edwin Zarate Aban, con il viceconsole con sede a Bergamo Isaac Machado Chirono) e di Cuba (José Luis Darias Suarez). La salma di don Marossi è uscita dalla chiesa tra gli applausi per essere portata nella natìa Gromo, nella cui chiesa parrocchiale, martedì 20 gennaio alle 10, prima della sepoltura nella Cappella dei sacerdoti del locale cimitero, si terrà una Messa in suffragio.
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