Addio a Teani di «PuntoCopia»: una vita tra tesi, pesca e moto

IL LUTTO. Lascia i suoi cari a 65 anni: nel negozio in via Paglia era un’istituzione. La grande passione per la pesca a mosca.

In copisteria, nel via vai di gente che entra per portare le condoglianze, si va avanti a rilegare le tesi di laurea e i bollettini parrocchiali. «Gigi avrebbe voluto così. Ci teneva tantissimo, la rilegatura delle tesi era la sua specialità», dice Donatella Ghilardi nel ricordare Luigi Teani, il socio con cui ha condiviso 27 anni di appassionato lavoro tra fotocopiatrici e bancone del «PuntoCopia» di via Paglia a Bergamo. Teani, «Gigi» come lo chiamavano i clienti del negozio all’angolo con via Bonomelli, è mancato improvvisamente domenica 15 febbraio.

Appassionato di pesca

Originario di Stezzano, aveva 65 anni. «In queste ore non sa quanta gente sta passando a trovarci. È stata una botta a ciel sereno», aggiunge la signora Donatella. Perché Teani era un punto di riferimento con il suo essere sorridente e scherzoso, preciso e «meticoloso» nel lavoro, ma soprattutto generoso. «Non dava una mano, ma tutte e due. Su di lui sapevi di poter fare sempre affidamento per qualsiasi cosa», racconta ancora la socia. E lo stesso dicono familiari e amici. Con questi ultimi soprattutto condivideva le sue passioni: «Ne aveva due in particolare, la pesca a mosca, rigorosamente no kill per non danneggiare né il fiume né i pesci, e le moto. Amava il trail e seguiva tutte le competizioni», precisa la figlia Aurora. Per lei il papà è stato però soprattutto un modello da seguire. «Era un esempio. Mi ha sempre instillato il senso del dovere, l’onestà e la generosità. Lui lo era, onesto e generoso, fin troppo. Si offriva agli altri senza che gli venisse chiesto».

Teani lascia la moglie Bruna, la figlia Aurora, i fratelli Giovanni e Stefano con le rispettive famiglie così come i tanti amici della pesca, lo sport che ha praticato fino a domenica mattina. Dalla Valtellina al lago d’Endine, tra le sue mete della pesca da anni c’era anche la Svezia per i suoi famosi lucci. Membro del Flying Angling Club di Bergamo, non era solo «un gran pescatore e costruttore di mosche», spiegano gli amici. «Da anni insegnava anche a lanciare a Dalmine – racconta uno di loro –. Ma tramite la pesca si dedicava anche al sociale. Anni fa a Ponte Nossa contribuì a realizzare una pedana sul fiume Serio per permettere a una persona disabile che voleva pescare di farlo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA