Addio all’architetto Panigada, una vita tra cantieri e gratuità

Il lutto. Si è spento giovedì 17 novembre, all’età di 98 anni nella sua casa nel quartiere Finardi, l’architetto Carlo Panigada.

«Sono nato a Oneglia, in Liguria, praticamente dentro l’impianto dell’Italcementi dove lavorava mio padre: ho respirato il cemento insieme al latte materno, credo che sia per questo che ho deciso di diventare architetto». Così si raccontava Carlo Panigada al nostro giornale in un’intervista di qualche anno fa, ricordando la sua lunga e proficua carriera professionale.

Tra i fondatori nel 1960 dell’Ordine degli Architetti di Bergamo, Carlo Panigada ha disegnato edifici di culto, scuole, ospedali e municipi di città e provincia. Portano la sua firma gli ospedali di Romano, Sarnico, Trescore, Alzano, Ponte San Pietro, Gazzaniga, Lovere e Zingonia. La chiesa di Gorle e quella di Almé, l’istituto Villa Santa Maria a Valtesse e l’oratorio di Dalmine. Numerosi edifici scolastici, tra nidi e scuole elementari se ne contano a decine in tutta la Bergamasca, case di riposo,come quella di via Gleno in città e la stazione inferiore della funicolare di San Vigilio. E poi cinema e sale teatrali come il Teatro del Borgo e il rinnovato cinema Capitol a Bergamo.

Ad Alzano Lombardo resta la traccia più evidente del suo lavoro, tanto che nel 2019 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria. Scrive su Facebook il sindaco Camillo Bertocchi che l’architetto Panigada «con Alzano ha sempre avuto un rapporto speciale. Ha contribuito in modo determinante alla salvaguardia e valorizzazione di alcuni tra i beni culturali più notevoli della nostra città – ricorda il sindaco – tra cui la basilica di San Martino con le sacrestie fantoniane e il museo, svolgendo la sua opera sempre nella gratuità». L’architetto Panigada lascia i figli Riccardo, Mario e Maria Grazia. «Era un padre speciale, creativo e premuroso – ricorda la figlia, direttrice artistica della Prosa al Donizetti – , era pieno di interessi che amava condividere con noi e con i nipoti. Quando eravamo piccoli ci faceva giocare, ci raccontava storie, ci portava a raccogliere erbe e fiori. Ed è andando con lui sui cantieri che ho imparato l’importanza del lavoro di squadra». I funerali di Carlo Panigada si terranno sabato 19 novembre alle 14,30 nella chiesa parrocchiale di Redona.

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