Cronaca / Bergamo Città
Mercoledì 11 Febbraio 2026
Anziana fragile sfruttata: sequestro da 1,1 milioni alla nipote
IL CASO. Operazione della Guardia di finanza di Bergamo: contestate la circonvenzione di incapace e l’autoriciclaggio. Sotto chiave denaro, titoli e immobili.
Un patrimonio progressivamente svuotato, fino a superare il milione di euro. È quanto hanno ricostruito i militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Bergamo nell’ambito di un’attività investigativa mirata alla tutela delle persone più fragili. Al centro della vicenda una donna anziana, riconosciuta invalida al 100% e affetta da una grave compromissione delle condizioni mentali e fisiche. L’indagine è scattata dopo il decesso dell’anziana, quando gli eredi hanno ipotizzato un rilevante depauperamento del suo patrimonio, ritenendo che potesse essere stato compiuto dalla nipote.
L’assistenza e il ricovero in Rsa
Gli accertamenti, condotti dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bergamo sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, hanno permesso di ricostruire una vicenda che affonda le radici nel 2007. In quell’anno la donna era stata affidata alle cure del fratello, che insieme alla figlia – nipote dell’anziana – si era dichiarato disponibile ad assisterla.
Con il passare del tempo, tuttavia, l’assistenza prestata si sarebbe rivelata inadeguata. Le condizioni di salute della donna sarebbero progressivamente peggiorate, fino a rendere necessario il ricovero in una Residenza sanitaria assistenziale (Rsa). Qui, grazie a cure continuative e appropriate, la qualità della vita dell’anziana avrebbe registrato un sensibile miglioramento.
Le operazioni sul conto corrente
Parallelamente, le Fiamme gialle hanno concentrato l’attenzione sulla gestione del patrimonio. Dalle verifiche sarebbe emerso che la nipote, approfittando dello stato di vulnerabilità della zia, avrebbe operato in via esclusiva su un conto corrente cointestato.
Nel tempo sarebbero state effettuate numerose operazioni bancarie: prelievi di contante, movimentazioni finanziarie e sottoscrizioni di polizze assicurative, fino alla sostanziale disponibilità dell’intero patrimonio dell’anziana. Condotte che, secondo quanto ricostruito, sarebbero proseguite anche dopo il ricovero della donna in Rsa. Emblematico, tra gli episodi contestati, la sottoscrizione di una polizza vita del valore di 200 mila euro, con la nipote indicata quale unica beneficiaria in caso di morte. Somma che sarebbe stata poi effettivamente incassata dopo il decesso della zia.
Le ipotesi di reato e il sequestro
Secondo l’impostazione accusatoria, i fatti si inserirebbero in un più ampio contesto di sfruttamento sistematico di una persona incapace di tutelare autonomamente i propri interessi economici. Alla luce degli elementi raccolti, l’Autorità giudiziaria ha ravvisato le ipotesi di reato di circonvenzione di persona incapace e autoriciclaggio. Il giudice per le indagini preliminari ha quindi disposto un decreto di sequestro preventivo di denaro, titoli e immobili per un valore complessivo superiore a 1,1 milioni di euro, cifra ritenuta corrispondente alle somme indebitamente sottratte all’anziana.
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