Assegno unico per 120mila famiglie: da quest’anno il sostegno vale di più

LA MISURA. La rivalutazione legata all’inflazione si attesta in media all’1,4%: in base all’Isee si raggiungerà fino a un aumento annuo per figlio di 33,60 euro. I sindacati: «È utile, ma restano criticità: servono più risorse».

È stato introdotto nel marzo del 2022 ed è uno strumento concreto a sostegno della genitorialità. Dal 1° gennaio 2026 l’importo dell’assegno unico, erogato dall’Inps alle famiglie con figli (dal settimo mese di gravidanza ai 21 anni) sale leggermente, con la rivalutazione legata all’inflazione, con effetti diversi correlati a soglie di reddito e numero di figli.

Un esempio: la prima soglia Isee, quella che consente di ottenere l’assegno nella misura massima, sale a 17.468,51 euro, con l’assegno che passerà da 201 euro a 203,80 euro al mese per ciascun figlio (33,60 euro in più in un anno), mentre l’importo minimo riconosciuto ai nuclei con Isee elevato (oltre i 46.500 euro) salirà da 57,50 a 58,30 euro al mese (9,6 euro in più in un anno). La struttura della misura resta invariata, con l’assegno che diminuisce progressivamente all’aumentare dell’Isee. La rivalutazione dovrebbe attestarsi intorno all’1,4%, tasso calcolato dall’Istat come media dei primi 11 mesi dell’anno. Qualche manciata di euro in più quindi anche per le famiglie bergamasche che, stando ai dati Inps aggiornati a giugno 2025, erano 119.204 a percepire questo sostegno, per un totale di 195.383 figli beneficiari e un importo medio per nucleo familiare di 277 euro mensili.

Un assegno con la rivalutazione un po’ più consistente, che interesserà quindi una platea stimata di 120mila famiglie bergamasche, considerando anche i nuclei familiari che hanno «accolto» il primo figlio nella seconda parte del 2025. Resta centrale il ruolo dell’Isee, visto che il suo aggiornamento consente di ottenere importi corretti e l’eventuale ricalcolo degli arretrati, con il meccanismo di indicizzazione ai dati Istat.

Gli effetti

L’effetto complessivo degli aumenti diventa più evidente nel caso di una famiglia numerosa: con un Isee basso, l’assegno di un nucleo familiare con tre figli supera i 600 euro al mese, perché oltre all’importo base rivalutato bisogna considerare la maggiorazione per il terzo figlio, con ulteriori aumenti se il nucleo versa in condizioni particolari tutelate dalla legge o maggiorazioni previste per i genitori entrambi occupati. Una famiglia con quattro figli beneficerà di oltre 800 euro al mese (tra i 130-140 stimati in più in un anno nel bilancio familiare) e così via.

«La maggioranza dei nuclei familiari è collocata nelle fasce più basse di Isee fino a 17.090,61 euro (con la prima soglia leggermente salita), il 65% a livello nazionale – osserva Orazio Amboni, del Dipartimento Welfare della Cgil Bergamo –. Per loro l’importo massimo passerà da 201 a 203,80 euro al mese (+2,8%), mentre per la fascia Isee più alta (45.574,96 euro, ora aumentata a 46.582,71 euro) l’importo mensile passerà da 57,5 euro a 58,3 euro. I redditi più bassi dovranno restare nell’aumento Istat del +1,4%. Dato che l’importo dell’assegno è basato sull’indicatore Isee, le modifiche approvate con la nuova legge di bilancio, e la diminuzione dell’Isee per chi ha abitazioni di maggior valore, avranno come diretta conseguenza la collocazione in fasce più basse dell’indicatore e quindi un premio proprio per chi ha condizioni economiche già migliori».

«La Cisl ha sostenuto l’introduzione dell’assegno unico a favore dei figli, evidenziando pregi e aspetti da rivedere – puntualizza Candida Sonzogni, segretaria provinciale Cisl Bergamo -. Guardiamo positivamente alla modifica del calcolo Isee, soprattutto in merito alla variazione delle maggiorazioni sulla scala di equivalenza, così come la rivalutazione monetaria di soglie di accesso e importi. E, a dispetto della politica dei bonus che non ci convince affatto, riteniamo che l’assegno vada ulteriormente rafforzato a favore delle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e dei figli non più così piccoli, che magari hanno anche superato i 18-21 anni e che intraprendono un percorso di studi importante, Its o università. Il nodo delle risorse resta la questione dirimente che frena ipotesi migliorative, tuttavia l’indirizzo deve essere quello di continuare a mettere al centro delle decisioni anche le politiche familiari».

Per Clara Galbiati, responsabile servizi Uil Bergamo, «la novità più significativa del 2026 è la revisione Isee introdotta dalla Legge di bilancio, con un innalzamento della franchigia sull’abitazione principale e modifiche ai parametri della scala di equivalenza per varie prestazioni, tra cui l’assegno unico, che resta un importante strumento per 120mila famiglie bergamasche. Restano elementi di criticità, come il mancato accesso ai benefici per i figli non residenti in Italia di lavoratori stranieri. L’incremento degli importi e l’adeguamento delle fasce Isee rafforzano lo strumento, ma riteniamo necessario un costante monitoraggio per verificare l’effettiva portata redistributiva delle revisioni introdotte e rispondere ai reali bisogni dei nuclei familiari, con particolare attenzione ai più fragili».

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