(Foto di Foto Bedolis)
ANTI-ALLUVIONI. Indetta la Conferenza di servizi. Sorgerà a sud di via Bechela a Longuelo, con una capacità di circa 13.500 metri cubi. L’assessore Rota: «Inviate le richieste di esproprio, in autunno la gara per i lavori».
In un territorio reso impermeabile dall’urbanizzazione e in un contesto generale segnato dal cambiamento climatico e da piogge sempre più concentrate ed intense, prosegue il piano del Comune di Bergamo per «ridurre il rischio idraulico». La novità riguarda la seconda vasca di laminazione (V2) ad Astino, prevista in un’area agricola a valle di via Bechela a Longuelo, con una capacità di circa 13.500 metri cubi per raccogliere temporaneamente l’acqua in eccesso durante le forti precipitazioni. L’iter per l’opera anti-allagamenti va avanti e la Conferenza di servizi, recentemente indetta e convocata, rappresenta uno step decisivo per l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica. L’avviso e gli elaborati sono disponibili sul sito del Comune. Gli enti coinvolti potranno presentare eventuali richieste di integrazione entro il 22 giugno.
«Dopo circa 5 mesi abbiamo ottenuto parere positivo da Regione Lombardia per l’esclusione dell’opera dalla Via, la valutazione di impatto ambientale, e ciò è molto positivo, perché l’attesa di questo via libera condizionava il resto della procedura, già di per sé lunga e complessa - riferisce l’assessore ai Lavori pubblici, Ferruccio Rota -. L’intervento è stato ritenuto compatibile. L’Urbanistica ha quindi predisposto la variante, perché l’area segnata nel Pgt è leggermente spostata di qualche metro rispetto a quella di progetto. Abbiamo mandato ai proprietari, peraltro già consultati in passato, gli avvisi per gli espropri, che interessano circa 5/6 soggetti. Sono stati avvisati tutti gli enti interessati. Ora ci sono 60 giorni di tempo per eventuali richieste, salvo richieste di sospensiva per mancanza di documentazione. Al termine della Conferenza si procederà a completare il progetto esecutivo per poi indire la gara d’appalto, indicativamente in autunno. I lavori dureranno circa un anno».
L’opera è stata pensata per ridurre il carico idraulico nello scaricatore di via Astino e diminuire le esondazioni nella zona oltre a contenere le portate della roggia Curna a monte del Golf Club e prevenire i frequenti ruscellamenti nelle aree agricole circostanti. «Il costo è di circa 4,6 milioni di euro, finanziato dal Comune con un mutuo», prosegue Rota, che evidenzia anche il peso economico di questi interventi: «Sono tutte opere fondamentali ma molto onerose. Purtroppo in questo momento non ci sono bandi aperti, per il futuro mi auguro un contributo da parte di Regione».
«Sono opere fondamentali ma molto onerose. Purtroppo in questo momento non ci sono bandi aperti, per il futuro mi auguro un contributo da parte di Regione»
Intanto il Comune lavora anche su altri fronti. «La riduzione del rischio idraulico è una priorità e sono recentemente iniziati i lavori per lo scolmatore del Tremana in viale Giulio Cesare (4,2 milioni, finanziata da Comune e Regione ndr), mentre è stata completata la vasca in largo Barozzi a Santa Lucia (sui 4 milioni, coperta da fondi statali ndr) - spiega Rota -. Nel 2025 sono stati eseguiti circa 100 interventi manutentivi sul reticolo idrico minore, griglie, pozzetti e scarichi vari». Prosegue l’iter per la vasca V3 di Astino, con una capacità di circa 20mila metri cubi: «Siamo in fase di progettazione tecnico-economica, poi servirà reperire le risorse necessarie, stimate in circa 8 milioni. Per la vasca in via Goisis, tra Monterosso e Redona, abbiamo chiesto a Regione l’esclusione dalla Via. Mentre per la valletta di via Maironi da Ponte, con la nuova galleria scolmatrice, il progetto è in fase di ultimazione e anche qui c’è un tema di risorse, stimate in 3 milioni circa».
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