(Foto di Bedolis)
IL REPORTAGE. All’entrata e all’uscita delle scuole gruppi di giovani che chiedono soldi e spacciano. Gli autisti dei bus: turni di 12 ore e tanti rischi. L’approfondimento di due pagine su L’Eco di Bergamo di sabato 10 febbraio.
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Bergamo
«Io ho sempre lo spray al peperoncino nello zaino», «Io ho scaricato l’app Viola», «Io ho chiamato mia mamma e sono rimasta al telefono con lei», «Noi siamo scappate». Ecco quello che fanno molte ragazzine minorenni per proteggersi dalle bande di «maranza» e dal variegato mondo dei personaggi che frequentano la zona delle Autolinee-stazione Teb-ferrovia. Il tempo che passano tra l’uscita dalle varie scuole e l’arrivo del bus o tram o treno per tornare a casa, fra le 13 e le 14, stanno unite e si guardano bene intorno. Alle pensiline un gruppetto che proviene da Medolago, Bottanuco, Calusco e Verdello racconta le ultime vicissitudini: «Un signore ha tentato un approccio l’altra sera alle 19,30 mentre aspettavo il pullman. Io ho subito chiamato mia mamma e sono rimasta al telefono con lei finchè non sono salita». «Io prendo il treno e c’è sempre gente ubriaca – le fa eco l’amica –, cerco di stare dove c’è più gente e finora per fortuna non mi è mai successo niente». «Episodi di catcalling alle Autolinee mi sono successi spesso, o gente che chiede soldi, di tutte le età. Io ho sempre lo spray al peperoncino in borsa. I gruppi di maranza arrivano di solito al pomeriggio, verso le 16-17».
«Ieri pomeriggio hanno cominciato a offendere l’autista senza motivo – spiega un’altra ragazza di Calusco – . Prendo il bus alla pensilina 12 e ci sono sempre soggetti seduti in gruppo che bevono birra e ti seguono. A un mio ex compagno di classe, l’anno scorso alla stazione, hanno rotto un braccio per strappargli il telefono e la catenina. Noi studenti abbiamo sempre paura: alle 7 quando arriviamo, c’è la gente accampata che dorme, ti chiedono sempre i soldi o le sigarette o l’accendino, se dici di no ti minacciano. Ho scaricato l’app Viola sul telefono (un servizio di video accompagnamento gratuito H24 7 giorni su 7, ndr) così mi sento più sicura. Una mia amica ha un bracciale con cui si possono fare chiamate d’emergenza. La situazione alle Autolinee è peggiorata, c’è sempre un gruppo di ragazzi sui 17-18 anni che gira con il coltello in mano e le pattuglie delle forze dell’ordine le vediamo solo quando succede qualcosa: per qualche giorno, poi sempre più di rado. Servirebbe una presenza maggiore, soprattutto nelle fasce orarie dell’entrata e uscita dalle scuole e delle 16-17, per chi fa il pomeriggio».
Gli autisti dei pullman non se la passano meglio: «Aspetto solo di andare in pensione dopo 33 anni di servizio – racconta un “veterano” –, finora grazie all’esperienza sono sempre riuscito a calmare le situazioni di pericolo, anche fermandomi davanti alle caserme». «Io lavoro solo da sei mesi – commenta un collega giovane – e non c’è alcun rispetto delle regole: le persone anziane vengono schiacciate da orde di ragazzini che salgono tutte insieme, caricano mille monopattini e non lasciano spazio alle mamme con i passeggini, suonano il campanello per fare gli scherzi e poi non scendono, lasciano spazzatura ovunque per fare dispetto agli autisti. E solo il 50% dei passeggeri paga il biglietto. I controllori? Troppo pochi e mai alla sera. Noi rischiamo sempre, perché se li fai salire magari si prendono a botte sul bus, se non li fai salire ti minacciano perché sanno il giro e gli orari che facciamo. Non c’è personale giovane, le condizioni di lavoro sono insostenibili, io oggi ho iniziato alle 6,58 e finirò alle 19,45 per 1.549 euro lordi al mese».
La situazione alla fermata della Teb è, se possibile, peggiore: un gruppo di ragazzi stranieri tra i 17 e i 20 anni beve vodka e Red Bull e fuma spinelli. Urlano, chiedono soldi ai passanti, importunano le ragazze. «È così tutti i giorni – conferma un gruppo di quattordicenni di Gandino, Albino, Leffe –, prima c’era un ragazzo straniero che continuava a fissarci e si avvicinava sempre di più, ci siamo spaventate e siamo andate via. Qualche giorno fa uno mi ha preso per un braccio e mi ha detto: vieni con me. Ho detto di no e mi sono allontanata, ma c’è sempre la paura di dire qualcosa di sbagliato che li faccia arrabbiare. Fumano le canne e bevono vodka, Montenegro, birra, tutto il giorno, fin dal mattino. Raramente vanno a scuola, ma a loro non interessa niente. Sono marocchini, romeni, moldavi, anche ragazze. Litigano, si prendono a bottigliate, spacciano. Un ragazzo della mia scuola ha la media del 3 e mi ha detto che non gliene frega niente, perché tanto farà lo spacciatore. Un’altra ragazza è stata ricoverata due mesi e mezzo perché intossicata da alcol e droga, sua mamma disperata ha detto che la vuole mandare in comunità. Il sabato pomeriggio è ancora peggio, perché si ammassano per andare all’Oriocenter: arrivano da tutta la provincia e da Milano, stanno qui e fanno casino, salgono sui bus e non pagano il biglietto. Se vuoi evitare problemi conviene avere qualche amico straniero che li conosce. Io ho fatto così e mi lasciano stare».
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