Cronaca / Bergamo Città
Venerdì 09 Gennaio 2026
Bergamasca senza neve. E non piove da novembre
SCORTE IDRICHE. I dati del bollettino Arpa: va peggio che a inizio gennaio 2022, l’anno della grande siccità.
Non nevica da 49 giorni, dal 21 novembre, pur essendo pieno inverno, sulle cime delle Orobie ci sono poche chiazze di manto bianco circondate da pascoli marroni e rocce grigie. Ma senza neve d’inverno il rischio è che si rimanga senza acqua in primavera e in estate.
«Non siamo in emergenza, ma certamente speriamo che arrivino presto nuovi accumuli nevosi, fondamentali per le scorte idriche nei mesi più caldi dell’anno»
I dati di Arpa
I dati del bollettino sulle riserve idriche pubblicato giovedì 8 gennaio da Arpa Lombardia, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, rivelano che nel manto nevoso attualmente presente su tutte le montagne lombarde sono disponibili 561 milioni di metri cubi di acqua, meglio di un anno fa, ma peggio che a inizio gennaio 2022, l’anno della grande siccità. Allora, nel manto nevoso erano disponibili 642 milioni di metri cubi di acqua: siamo sotto di circa il 13%. Rispetto a quattro anni fa, c’è però più acqua nei laghi naturali: 845 milioni di metri cubi contro i 573 di allora. Tuttavia il lago d’Iseo è in calo costante da inizio dicembre, quando sfiorava gli 83 centimetri sopra lo zero idrometrico e ieri era a 4 centimetri.
Manca la neve
In pratica ha perso due centimetri al giorno, e vista la mancanza di precipitazioni il trend è destinato a continuare. Ma è soprattutto sulle vette delle montagne bergamasche e lombarde che si concentra l’attenzione degli enti che hanno a che fare con l’acqua e la gestione di questa importante risorsa: per quanto riguarda i bacini idrografici dei quattro grandi fiumi che attraversano la nostra provincia, sulle cime e nelle valli che riversano la loro acqua nell’Adda, nel Brembo, nel Serio e nell’Oglio c’è dappertutto meno neve rispetto al 2022.
Qualche dato positivo
Tuttavia, il freddo intenso degli ultimi giorni ha fatto tirare un sospiro di sollievo: le temperature abbondantemente sotto lo zero consentono di preservare la poca neve caduta finora e le previsioni per i prossimi giorni indicano l’arrivo di una nuova perturbazione. Questi elementi, insieme all’acqua accumulata nei bacini idroelettrici e nei grandi laghi alpini naturali, consentono agli osservatori di mantenere una certa tranquillità. «Sì – conferma Pierangelo Bertocchi, l’amministratore di Uniacque, la società provinciale a cui fa capo il ciclo idrico integrato – direi che siamo in una condizione di attenzione, ma senza preoccupazione. È vero che non piove e non nevica da fine novembre, ma le verifiche fatte prima di Natale sulle vasche dei nostri acquedotti hanno rivelato la presenza di una quantità di acqua più che sufficiente per affrontare i consumi anche nelle località turistiche senza risentire di particolari difficoltà, e così è stato. Non siamo quindi in emergenza, ma certamente speriamo che arrivino presto nuovi accumuli nevosi, fondamentali per le scorte idriche nei mesi più caldi dell’anno».
«Non c’è allarme»
Mario Reduzzi, direttore del Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca, aggiunge: «La magra invernale è piuttosto consueta, specie negli ultimi anni; in particolare, nel passaggio dall’autunno all’inverno, le precipitazioni sono piuttosto scarse. Non c’è allarme, tanto che la Regione non ha mai convocato il tavolo per l’emergenza idrica. È nelle prossime settimane che speriamo possa nevicare ad alta quota, dove fortunatamente il freddo di questi giorni protegge la poca neve caduta a fine novembre: più neve si accumula in questi mesi, meglio è in vista dell’estate».
«Confidiamo nella neve»
Il paesaggio da cartolina di qualche tempo fa è sparito: invece che montagne cariche di neve, a gennaio i colori del paesaggio sono ben diversi ma, a parte nel 2022, negli anni più recenti la primavera è sempre stata piovosa. «Attualmente – conclude Gabriele Borella, presidente di Coldiretti Bergamo - nelle stalle non ci sono problemi di approvvigionamento idrico, mentre la coltivazione dei campi è ferma e la terra non ha bisogno di essere irrigata. Il gelo di questi giorni peraltro aiuta a combattere la presenza di parassiti e insetti nocivi: questa mattina presto (giovedì 8 gennaio, ndr) a Caravaggio c’erano sette gradi sotto lo zero. Ma confidiamo che arrivi altra neve, la migliore garanzia per un anno senza siccità».
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