Bergamo, 181 chiamate ai centri antiviolenza: giovedì in piazza contro la violenza sulle donne

IL PRESIDIO. Il ricordo di Valentina Sarto, l’attenzione alle violenze domestiche «ma anche alla mancanza di cura e attenzione verso le donne». Il presidio in Largo Rezzara della Rete bergamasca contro la violenza di genere.

La Rete bergamasca contro la violenza di genere torna in Largo Rezzara a Bergamo il giorno 8 maggio alle 18.30 con il suo presidio. Corpi e voci scendono in piazza per continuare a tenere alta l’attenzione sulla violenza di genere.

«Quando si pensa alla violenza di genere si pensa, principalmente ai femminicidi - spiega la Rete in una nota -, alla violenza domestica, a stupri e molestie. Certo, la violenza di genere è questo, come dimostrano le 19 vittime di femminicidio dall’inizio dell’anno – recentemente colpendo ancora da vicino anche la comunità bergamasca, con l’uccisione di Valentina Sarto avvenuta il 18 marzo scorso; e lo testimoniano anche le 181 nuove chiamate ai centri antiviolenza del territorio registrate tra marzo e aprile».

«Ma la violenza di genere è anche molto altro. Per esempio, è la mancanza sistematica di cura e di attenzione verso le donne a cui si chiede, anche nei momenti più complessi e di fragilità come il post parto, di essere sempre “perfette”, senza considerare i propri bisogni: con il risultato, a volte, di immense tragedie, e molto più frequentemente di grandi sofferenze» spiega la Rete.

«È la mancanza sistematica di investimento in servizi, in strutture per la salute di genere e per la salute mentale, in armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro; è la bocciatura della legge per introdurre il congedo paritario; è la diatriba sull’introduzione del concetto di consenso libero e attuale nel codice penale. La Rete bergamasca contro la violenza di genere, nella sua presenza, vuole promuovere questa visione ampia e articolata su una questione cruciale per la libertà, l’eguaglianza, i diritti e lo sviluppo di una società sana, capace di includere tutti» conclude.

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