Cronaca / Bergamo Città
Sabato 29 Novembre 2025
Bilancio del Comune di Bergamo, opere pubbliche per 30 milioni. Gandi: «Ma ancora tagli dal governo»
LE PREVISIONI. Crescono le spese per nidi, assistenza scolastica e grave marginalità. «Nonostante le difficoltà che vivono i Comuni, servizi garantiti senza chiedere grandi sacrifici».
I conti tornano, nonostante l’inflazione, i bisogni per l’assistenza scolastica che crescono, così come il costo del lavoro. Palafrizzoni presenta il bilancio di previsione 2026-2028, documento approvato in Giunta ieri e che approderà in Consiglio comunale prima di Natale, tra il 15 e il 18 dicembre (di mezzo ci sarà la seduta straordinaria per la consegna delle benemerenze). L’assessore Sergio Gandi si sofferma sulle tempistiche, «arriviamo molto presto nella presentazione del bilancio - dice - prima di sempre nell’arco dell’ultimo decennio, era il 2019 quando lo presentammo a ridosso del Natale. Ci sono dei vantaggi nell’approvarlo adesso perché dal 1° gennaio si potrà assumere, contrarre mutui, il lavoro degli uffici potrà partire da subito».
Le previsioni
Le previsioni contenute nel documento per l’anno prossimo sono in linea con quelle degli ultimi anni, con le entrate che confermano il trend del 2025, un lieve aumento (di mezzo milione di euro) dal gettito Imu per l’aumento della base imponibile e dell’Irpef (+800mila euro) per un totale di 1,3 milioni «segno che i redditi della città sono in costante crescita» sottolinea Gandi. Che si dice «colpito dal dato dell’imposta di soggiorno pari a 3,8 milioni di euro, che sale di 750mila euro rispetto al 2025, raddoppiata negli ultimi quattro anni. Nel 2018, quando fu introdotta, era di 1,4 milioni di euro».
«Incidono i tagli del governo»
L’amministrazione mantiene le previsioni sulle sanzioni per le contravvenzioni al codice della strada, 14,5 milioni di euro (come nel 2025), così come non prevede ritocchi tariffari sui servizi o sulle aliquote dei tributi. «Anche perché - denuncia Gandi - sulle leve che abbiamo a disposizione, come l’Imu e l’Irpef, oltre non possiamo andare. C’è una certa rigidità anche sul Fondo crediti di dubbia esigibilità, 50 milioni di euro bloccati che accantoniamo per crediti che potrebbero non essere riscossi, caso emblematico sono le sanzioni, dove il tasso di riscossione è del 60% circa. Anche sul canone di occupazione del suolo pubblico il governo potrebbe lasciare margini al Comune, lasciando stabilire le tariffe. In tutto questo, sul bilancio, continuano ad incidere i tagli del governo, 1,367 milioni di euro sul 2026».
Gli aumenti di spesa
Tra gli elementi che Gandi evidenzia, l’aumento della spesa, «penso agli asili nido dove i governi che si sono succeduti hanno assegnato risorse per la parte strutturale ma non per quella gestionale, è ovvio che non si può non cogliere l’occasione, ma il tema esiste. C’è poi il rinnovo del contratto nazionale del personale, con un aumento della spesa di un milione e l’incremento della spesa nell’ambito socio-educativo, per l’assistenza scolastica degli alunni disabili che da sola è passata da 2,5 a 5 milioni di euro in cinque anni, i minori non accompagnati, stranieri e non. Crescono i costi anche per il contrasto alla grave marginalità e povertà».
«C’è stato senso di responsabilità dalla struttura tecnica e politica», dice Gandi
Per far quadrare i conti, Palafrizzoni mette in conto la vendita di azioni A2a per 5,5 milioni di euro e l’accensione di mutui per 10,7 milioni, «ma è solo una previsione – annota Gandi –. Come fatto quest’anno, contiamo di evitare di contrarre debito e vendere azioni, utilizzando l’avanzo di amministrazione». La programmazione triennale dei lavori pubblici (2026-2028), prevede una spesa di oltre 68,879 milioni complessivi, di cui 30,416 milioni nel 2026, oltre 21 milioni nel 2027 e 15 milioni per il 2028. Ricordiamo, tra gli interventi, le opere anti allagamento nella Valle di Astino (5 milioni), la sistemazione idraulica della valletta di via Goisis (2,2 milioni) e la corsia reversibile a Pontesecco (un milione di euro, con compartecipazione da parte della Provincia). Considerando però gli interventi già avviati negli scorsi anni, finanziati anche da terzi (come l’ e-Brt o la Teb 2), non ricompresi nella programmazione triennale dei lavori pubblici e che hanno realizzazione pluriennale e gli altri investimenti (anche Pnrr), la quota, per il 2026, degli investimenti sale a quasi 190 milioni.
Il tesoriere di Palafrizzoni plaude gli uffici per il rispetto del budget assegnatogli, con un risparmio sulle dotazioni di servizio per 3 milioni di euro: «C’è stato senso di responsabilità dalla struttura tecnica e politica», dice Gandi. Che commenta positivamente il bilancio licenziato dalla Giunta «nonostante i problemi che i Comuni vivono». «Ci sono poi i tagli che il governo ciclicamente ci regala – conclude –. Siamo arrivati a chiudere questo bilancio senza chiedere particolari sacrifici a nessuno e garantendo servizi ai cittadini».
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