Bonus pendolari, con i nuovi criteri indennizzi per i ritardi calati del 60%
TRENI. Prima la tolleranza sul rispetto degli orari di arrivo era di cinque minuti, ora di quindici. Nel 2025 sulle 8 linee «bergamasche» il ristoro è scattato solo 10 volte, contro le 25 del 2024.
Pochi bonus, buone performance? Dovrebbe essere questa, in teoria, la spiegazione alla base del crollo degli indennizzi in favore dei pendolari delle linee bergamasche, anche se l’esperienza quotidiana racconta di criticità ricorrenti. Eppure, numeri alla mano, nel 2025 i «bonus pendolari» – i ristori mensili riconosciuti da Trenord quando i disservizi superano una determinata soglia – sono stati distillati col contagocce: per le 8 direttrici che interessano la provincia di Bergamo, gli indennizzi mensili sono stati in tutto 10. Nel 2024 se n’erano invece contati 25, nel 2023 addirittura 36.
Linee e numeri
Si tratta della somma dei bonus scattati su base mensile lungo le linee Novara-Milano-Treviglio, Lecco-Bergamo-Brescia, Bergamo-Carnate-Milano, Bergamo-Treviglio, Bergamo-Pioltello-Milano, Cremona-Treviglio, Verona-Brescia-Treviglio-Milano e Treviglio-Milano-Varese. Stando ai prospetti pubblicati periodicamente sul sito di Trenord, lo scorso anno la Bergamo-Carnate-Milano è stata indennizzata per quattro volte (relativamente ai mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre), mentre è capitato tre volte a testa per la Cremona-Treviglio (giugno, ottobre, novembre) e per la suburbana Treviglio-Varese (febbraio, giugno, novembre); in altri termini, ci sono stati cinque mesi nel quali non è mai stato attivato un bonus, e cinque linee su otto non hanno avuto alcun ristoro.
Il 2025 è stato il primo anno di pieno regime delle nuove regole per la tutela degli abbonati
Di contro, nel 2024 ci fu solo un mese senza bonus (agosto) e furono appena due le direttrici senza bonus (Lecco-Bergamo-Brescia e Bergamo-Treviglio), mentre la Cremona-Treviglio fu bocciata addirittura 10 mesi su 12; andò ancora peggio (o meglio, dal punto di vista della compensazione ai pendolari) nel 2024, quando in tutti i mesi si ebbe almeno un ristoro, con un picco di 11 su 12 per la Bergamo-Carnate-Milano.
I criteri
Il 2025 è stato il primo anno di pieno regime delle nuove regole per la tutela degli abbonati. Fino ad aprile 2024, infatti, veniva calcolato un «indice di affidabilità del servizio» nel quale rientravano tutti i ritardi superiori a 5 minuti e le corse soppresse e non sostituite con bus, a esclusione degli eventi dovuti a causa di forza maggiore e lavori programmati: quando i disservizi oltrepassavano una determinata soglia (diversa per ciascuna tratta, dal 3% al 5%), venivano messi in vendita da Trenord degli abbonamenti mensili automaticamente già scontati del 30%; il tutto avveniva a tre mesi di distanza dal mese «incriminato», per via dei tempi necessari all’elaborazione dei report.
Dal 2024 al 2025 le mensilità dei bonus relative alle tratte bergamasche si sono ridotte del 60%
Si è poi passati a un altro criterio, secondo cui l’indennizzo viene riconosciuto quando la somma delle corse cancellate (includendo ora, dopo una recente modifica normativa, anche quelle parzialmente soppresse) e di quelle con ritardi di almeno 15 minuti è superiore al 10% del totale dei treni programmati. Soprattutto, è stato abolito l’automatismo: è l’abbonato a dover chiedere online o tramite sportello Trenord, sempre a tre mesi di distanza, il risarcimento per il mese «bocciato». In compenso, se prima i titolari di abbonamenti annuali venivano «ripagati» solo del 10%, ora anche il loro indennizzo è salito al 30%.
Le performance
Insomma, dal 2024 al 2025 le mensilità dei bonus relative alle tratte bergamasche si sono ridotte del 60% (appunto da 25 a 10), in un biennio il calo è addirittura del 72% (da 36 a 10): è la conseguenza di regole più restrittive, e dunque penalizzanti per chi viaggia, o c’è stato davvero un miglioramento delle performance tali da «promuovere» il servizio, quindi con un beneficio?
Da Trenord, contattata per un chiarimento e per avere dei dati sulla puntualità in provincia di Bergamo, non sono giunte repliche utili a risolvere l’enigma, mentre l’esperienza quotidiana di chi si muove in treno farebbe propendere a un «taglio» legato più ai parametri di calcolo per il bonus. A livello regionale, secondo quanto già comunicato dall’azienda, nel 2025 in Lombardia l’83,8% dei treni è arrivato puntuale, con un miglioramento di quasi 4 punti rispetto al 2024, mentre il 96,7% è giunto a destinazione con un ritardo massimo di 15’.
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