(Foto di Foto Bedolis)
LA VICENDA. L’uomo, un 40enne in stato confusionale, stava camminando con passo incerto e barcollando quando è crollato al passaggio di un furgone. Disposta l’autopsia.
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In un primo momento si è pensato a un malore, poi a un investimento da parte di un pirata della strada, ipotesi su cui sono al lavoro i carabinieri. Sono ancora diversi i punti da chiarire nel misterioso caso del 40enne che ieri pomeriggio ha perso la vita ai bordi della strada a Torre Boldone, stramazzando in via San Martino Vecchio, all’altezza di via Imotorre.
La vittima era nata a Bergamo e abitava ad Albino. Nonostante il pronto intervento dei soccorritori, intervenuti con un’ambulanza ed un’automedica, per lui non c’è stato nulla fare e il decesso è stato constatato sul posto. Gli accertamenti sono ancora in corso, ma in serata i militari della compagnia di Bergamo sono riusciti a risalire al conducente del furgone che si sarebbe allontano senza prestare soccorso all’uomo.
I carabinieri, anche grazie all’ausilio delle telecamere, stanno cercando di capire se il 40enne è stato urtato dal mezzo o se, in quel tratto di strada senza marciapiede, sia caduto autonomamente, proprio nel momento in cui stava sopraggiungendo il veicolo. Stando alle prime ricostruzioni, erano circa le 16 quando l’uomo sarebbe entrato in un bar tabacchi di via San Martino Vecchio, il «Niki Bar Tabaccheria».
Il 40enne sembra fosse in stato confusionale. «Mi ha chiesto degli alcolici ma gli ho detto di no, che non era il caso - ricorda il tabaccaio Gianfranco Sisca -. Si è poi seduto all’esterno, non era lucido. Gli ho chiesto se stesse bene e mi ha detto di sì. Poi si è allontanato, barcollante, con andatura incerta, proprio nel momento in cui è arrivato un altro cliente e io sono rientrato nel bar».
Stando a quanto è stato possibile apprendere, il 40enne avrebbe cominciato a percorrere via San Martino Vecchio, continuando a barcollare, in direzione di via Imotorre. A pochi metri dal bar, nei presi del sottopasso ciclopedonale della Sp 35, sarebbe stramazzato al suolo, non è chiaro se caduto da solo o a causa dell’urto di un furgone, il cui conducente comunque, al netto di un urto ancora da verificare, non si sarebbe fermato, forse omettendo di soccorrere l’uomo a terra.
L’allarme è scattato poco dopo, lanciato da alcuni passanti. «Ho capito che era successo qualcosa di grave quando ho sentito arrivare le sirene, ma all’inizio non avevo immaginato si trattasse sempre di quell’uomo», racconta il tabaccaio. Sul posto sono intervenuti, oltre all’ambulanza della Croce Rossa di Bergamo e l’automedica da Bergamo, i carabinieri della compagnia di Bergamo e la polizia locale di Torre Boldone, in ausilio per regolare la viabilità nella zona.
Gli accertamenti proseguono per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. I carabinieri sono risaliti ai familiari della vittima. Il pubblico ministero è stato aggiornato ed è stata disposta l’autopsia per fare maggior chiarezza sulla morte dell’uomo.
Nel frattempo tra i residenti c’è chi accende i riflettori sul tema della sicurezza stradale: «È un tratto molto pericoloso, non ci sono marciapiedi e il traffico è sostenuto - spiega una donna che abita a pochi metri dal luogo dell’incidente -. Era purtroppo una tragedia annunciata, serve intervenire a tutela dei tanti pedoni e ciclisti che passano di qui, anche per raggiungere la vicina fermata della tramvia Teb o l’area degli impianti sportivi».
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