Cronaca / Bergamo Città
Mercoledì 14 Gennaio 2026
Carcere, l’allarme della sindaca: «Situazione insostenibile, serve un intervento urgente»
L’INTERVENTO. In una nota scritta Elena Carnevali prende posizione sulla situazione critica del carcere di Bergamo.
Bergamo
«La situazione che vive il carcere della nostra città è da tempo insostenibile». È un appello netto quello lanciato dalla sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, che interviene con parole dure sulle condizioni della casa circondariale, tra sovraffollamento, carenza di personale e crescenti difficoltà nella gestione dei detenuti.
Sovraffollamento e carenza di personale
I numeri parlano chiaro: a fronte di 319 posti regolamentari, la popolazione detenuta arriva a sfiorare il doppio. «Il forte sottodimensionamento degli agenti di Polizia penitenziaria e del personale educativo e amministrativo – sottolinea Carnevali – ci dice con chiarezza che non c’è più tempo da perdere».
Disagio psichico e dipendenze tra i detenuti
Alla carenza strutturale si sommano problemi sempre più complessi: «Il peso del disagio psichico e delle dipendenze interessa una parte consistente della popolazione detenuta, con una crescente presenza di giovani», evidenzia la sindaca, richiamando la necessità di «un sostegno specifico e continuativo» e di strutture adeguate ad affrontare queste fragilità.
La funzione rieducativa della pena
Secondo Carnevali, in questo contesto diventa difficile garantire la funzione costituzionale del carcere. «L’articolo 27 della Costituzione ci ricorda che le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Non può restare solo un principio scritto», afferma, chiamando in causa Stato e istituzioni locali.
Comune e Consiglio comunale: impegno condiviso
Lo scorso ottobre il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità due ordini del giorno per sollecitare Governo e ministero della Giustizia a colmare le carenze di organico e rafforzare i progetti di reinserimento sociale. «Il carcere è parte della città, non un luogo separato o dimenticato», ribadisce la sindaca.
(Foto di Coleoni colleoni)
«La sicurezza passa dal reinserimento»
«La sicurezza si costruisce già durante il periodo detentivo», conclude Carnevali, ricordando le esperienze positive con il Terzo settore: «Offrire una reale possibilità di reinserimento significa prevenire la recidiva e rendere la comunità più sicura». Un appello finale al Governo perché intervenga «con urgenza», perché – citando Norberto Bobbio – «il grado di civiltà di una comunità si misura anche dal modo in cui si tratta chi ha sbagliato».
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