(Foto di Bedolis)
I LAVORI. Viaggio nel cantiere del chiostro dell’ex convento, chiuso da due anni: in corso il consolidamento. Poi sarà pronto anche il collegamento con il Parking Fara.
È chiusa da quasi due anni, parte del percorso di visita del Museo delle Storie di Bergamo, ma per l’estate, questo l’orizzonte temporale che si è dato il Comune di Bergamo, sarà di nuovo vivibile. Parliamo della terrazza del chiostro di San Francesco, in piazza Mercato del Fieno, in passato anche location degli aperitivi al tramonto. Ma sotto le malmesse piastrelle in gres, ci sono volte antiche, ampi vani costruiti dai frati del convento francescano a partire dal Duecento, poi trasformati in celle per i detenuti politici ai tempi di Napoleone.
Un’incredibile stratificazione nota sulle carte, che il Comune ha ora indagato muro per muro, mattone per mattone, nell’operazione di consolidamento di una struttura che, per via della fragilità del terreno su cui sorge, ha conosciuto ripetuti lavori di rafforzamento, muri e contrafforti oggi in parte coperti dalla vegetazione, con lesioni visibili.
Le lavorazioni propedeutiche alla riapertura della terrazza prevedono «iniezioni di malta, risarcitura delle lacune, risaldatura dei giunti, sigillatura delle lesioni». Una cura profonda di un tessuto murario che racconta 700 anni di storia, intervento di quasi un milione di euro promosso dal Comune di Bergamo. I lavori prevedono anche lo spostamento della recinzione che separa la terrazza del chiostro dai terrazzamenti del Parking Fara, per creare un accesso diretto al Museo delle Storie. Sarà quindi posato un cancello pedonale, già dotato di comandi elettrici e videosorveglianza, per creare, anche se non nell’immediato, un continuum pedonale diretto alla nuova terrazza.
I lavori sono in corso, con la terrazza «scoperchiata» e porzioni di volte ben visibili. «L’impresa sta lavorando al consolidamento e il restauro della terrazza, un piano che è sostenuto da vani sotterranei su due livelli – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Ferruccio Rota –. Questo edificio è stato interessato da interventi dal 2014, con il rifacimento di parti della copertura. Ma questo non è l’unico intervento realizzato sull’ex convento, sono stati realizzati due lotti di lavori per l’adeguamento impiantistico e prevenzione degli incendi. Solo l’intervento in corso, che contiamo di chiudere per l’estate, cuba 985mila euro, ma dal 2014 a oggi le varie amministrazioni hanno speso circa 2 milioni e mezzo di euro su questo edificio storico che, essendo vissuto, ha la necessità di essere attenzionato».
Nel cantiere gli operai si muovono in spazi risicati. Per portare il materiale dalla base logistica allestita sul bastione di San Lorenzo vengono utilizzati piccoli autocarri, mentre in cantiere è stata montata una mini gru-argano. «Per consolidare le volte è stato necessario svuotare uno dei locali che negli anni Trenta era stato riempito di terra e materiali di risulta – illustra il progettista Antonio Gonella che per le indagini stratigrafiche si è avvalso della consulenza di Francesco Macario –. Per creare la nuova pavimentazione metteremo prima una guaina e poi una pavimentazione in pietra di Sarnico, andremo anche ad abbattere le barriere architettoniche con una rampa. In questo tipo di intervento, l’approccio storico è stato fondamentale, sulla base dei rilievi che sono stati fatti, lo scavo ha confermato il 90% delle nostre ipotesi di lavoro. Per consolidare la struttura sarà anche creato un nuovo contrafforte in acciaio che, come d’accordo con la Soprintendenza, sarà rimovibile».
Sotto la terrazza si apre un dedalo di passaggi, articolati su due piani, spazi che saranno consolidati ma per i quali, al momento, non è prevista una fruizione. Chiuso l’intervento, il Museo è pronto a riaprire la terrazza, completamente rinnovata. «Siamo contenti che possa essere di nuovo frequentabile dal nostro pubblico, chi paga il biglietto avrà di nuovo la possibilità di ammirare il panorama, l’incrocio tra Valle Seriana e Brembana – afferma Roberta Frigeni, direttrice del Museo delle Storie –. In un futuro appena prossimo speriamo anche di poter accogliere i visitatori direttamente dal parcheggio della Fara, dotando la zona retrostante le absidi e il coro della ex chiesa di un nuovo accesso. Ci piacerebbe dare unitarietà a questo luogo, facendo capire lo spazio entro il quale le persone stanno accedendo. Al momento però, l’obiettivo principale è restituire la terrazza alla visita».
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