Da gennaio 10 vittime sulle nostre strade: quattro erano in bici

I DATI. Distrazioni, alta velocità o abuso di alcol sono tra le cause principali degli incidenti mortali.

Fulvio Leoni è la decima persona che perde la vita in incidenti stradali in questo 2026 in provincia di Bergamo, comprendendo anche i bergamaschi morti fuori dai confini provinciali. E in ben quattro casi su dieci negli incidenti mortali sono rimaste vittime persone che, come nel caso del trentaquattreenne a Treviglio, erano in sella alle loro biciclette. Era in bici il diciottenne di Almenno San Bartolomeo Francesco Mazzoleni , investito da un’auto a Barzana lo scorso 15 febbraio.

Era in bici, il 1° marzo, il rivoltano Osvaldo Busca , scontratosi con un capriolo mentre percorreva il sentiero Papa Giovanni a Pontida e morto a 64 anni. Ed era in bici anche Mattia Signorelli, di Villa di Serio, morto a soli 25 anni mentre pedalava sui Colli di San Fermo il 22 marzo scorso, quando si è scontrato con un’auto. Quanto ai dati statistici, quest’anno l’età media delle vittime di incidenti mortali nella Bergamasca è pari a 47 anni. Il mese peggiore si è rivelato marzo, con ben cinque morti.

Le cause

L’anno si era aperto positivamente, senza alcun incidente mortale fino al 21 gennaio. I deceduti nel mese di gennaio furono due. Altrettanti i morti sulle strade anche a febbraio. La vittima del 9 aprile a Treviglio è invece la prima del mese di aprile: l’ultimo sinistro mortale era stato infatti quello del 22 marzo costato appunto la vita a Mattia Signorelli. Distrazioni, alta velocità o abuso di alcol sono tra le cause principali degli incidenti mortali, come conferma il sinistro di ieri. Sotto la lente c’è già la provinciale 141, che collega la frazione Geromina a Pontirolo Nuovo.

«Qui le auto sfrecciano a tutte le ore del giorno e della notte – commentava durante i rilievi un residente di Castel Cerreto, a poche centinaia di metri dal luogo del sinistro – e sfiorano sempre i ciclisti e chi fa jogging. È un peccato, perché la strada è molto bella e immersa nel verde e le auto, così come le moto, dovrebbero mantenere una velocità più adeguata. Di notte si vedono passare i rider che portano da mangiare tra il Cerreto e la Geromina: anche loro rischiano parecchio».

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