Cronaca / Bergamo Città
Martedì 10 Febbraio 2026
Daspo, ammonimenti e «fogli di via». Record a gennaio: 104 provvedimenti
SICUREZZA. L’attività della questura nella prevenzione dei reati e nel contrasto alle recidive. «Misure molto efficaci». Tra i destinatari anche una donna che non pagava mai al ristorante.
Tra i sette destinatari dei cosiddetti «Daspo Willy» – dal nome di Willy Monteiro Duarte, il ventunenne ucciso nel settembre del 2020 vicino Roma durante un pestaggio mentre difendeva un amico – emessi dal questore Vincenzo Nicolì nel mese di gennaio c’è anche una donna che era solita pranzare in bar e ristoranti per poi allontanarsi senza pagare il conto. Ora non potrà più non solo entrare, ma nemmeno avvicinarsi a pubblici esercizi della Bergamasca, pena la reclusione da uno a tre anni e una multa da diecimila a ventiquattro mila euro.
Daspo: numeri da record
Anche la donna in questione è stata infatti oggetto di un mirato provvedimento di natura amministrativa e di tipo preventivo: nel solo mese di gennaio la polizia di Stato ne ha emessi ben 104. Un dato record: i provvedimenti – fogli di via obbligatori, daspo urbani e «Willy» e ammonimenti – sono scattati nei confronti di persone «ritenute pericolose per la sicurezza pubblica» per episodi di delinquenza di vario genere. Provvedimenti che sono scattati a seguito di segnalazioni giunte all’attenzione del questore dall’attività quotidiana del personale della polizia di Stato – le Volanti, la Mobile, il commissariato di Treviglio – ma anche delle altre forze dell’ordine che operano in città e provincia. Per evitare il ripetersi di alcuni comportamenti, spesso sfociati in reati contro la persona o il patrimonio, accanto ai controlli delle forze dell’ordine in particolare nelle aree più sensibili del territorio, la polizia ha provveduto ad applicare queste misure di prevenzione previste dalla legge.
Nel dettaglio, a gennaio sono stati emessi 34 «fogli di via obbligatori» nei confronti di persone risultate prive di un legame con il territorio dove sono state sorprese a delinquere: in sostanza, è stato formalmente ordinato loro di allontanarsi e di non farvi ritorno per periodi compresi tra sei mesi e quattro anni. In caso di violazione, la sanzione prevista dalla legge è la reclusione per un periodo tra i 6 e i 18 mesi e una multa fino a diecimila euro.
Sono stati 17 i «Dacur»
Sono stati inoltre adottati 17 provvedimenti di «Dacur», acronimo di «Divieto di accesso alle aree urbane», di cui 7 nella forma del «divieto di accesso o stazionamento nelle immediate vicinanze di pubblici esercizi e locali di pubblico trattenimento» di una determinata località (appunto il già citato «Daspo Willy»). I provvedimenti sono stati emessi nei confronti di persone che hanno creato disordini o commesso specifiche tipologie di reato nei pressi di locali pubblici. Come appunto la donna che era solita consumare senza pagare. Nell’ambito, invece, del contrasto alla violenza domestica e agli atti persecutori, sono stati emessi complessivamente 11 provvedimenti di «Ammonimento del questore».
Si tratta di un avvertimento formale rivolto all’autore delle condotte e finalizzato a interrompere comportamenti molesti, intrusivi, minacciosi o violenti. Una sorta di «cartellino giallo» o «ultimatum», accompagnato dall’invito a partecipare a un ciclo di colloqui con un’équipe specializzata di educatori, psicologi, medici e avvocati e volto a favorire la consapevolezza della gravità del proprio comportamento e la relativa assunzione di responsabilità. «La misura si sta rivelando efficace, con risultati positivi in termini di riduzione della recidiva», spiegano dalla questura.
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