Dopo i fuochi di Capodanno, l’impennata: Pm10 doppio rispetto ai giorni precedenti

I DATI. A Bergamo come ovunque, il tripudio di fuochi d’artificio e di petardi ha lasciato uno strascico in termini di peggioramento della qualità dell’aria.

Come ogni anno, il 1° gennaio il Pm10 ha fatto il botto. Più che un gioco di parole, è la spiegazione ormai consolidata sulla lettura del bollettino sulla qualità dell’aria di quella data: a Bergamo come ovunque, il tripudio di fuochi d’artificio e di petardi ha lasciato uno strascico anche in questo aspetto. Basta passare in rassegna i valori registrati dalle diverse centraline dell’Arpa dislocate in Bergamasca, schizzati alle stelle dopo giornate di relativa calma. Il 1° gennaio la stazione di via Garibaldi in città ha segnalato una concentrazione media di Pm10 pari a 49 microgrammi per metro cubo d’aria, quella di via Meucci ha toccato i 61 microgrammi; fuori dal capoluogo, a Dalmine sono stati rilevati 58 microgrammi, a Filago 75, a Osio Sotto 53, a Treviglio 73, a Calusco 59, a Casirate d’Adda si è arrivati addirittura a quota 92 (quasi il doppio del limite consentito, fissato a 50 microgrammi).

Il dato complessivo relativo all’agglomerato urbano della Bergamasca – cioè il perimetro che comprende i centri urbani ed esclude, per ovvie ragioni morfologiche, le valli – ha dunque evidenziato per il 1° gennaio una concentrazione di Pm10 di 65 microgrammi per metro cubo d’aria, sostanzialmente il doppio dei giorni più recenti (33,3 microgrammi il 31 dicembre, 36,6 il 30 dicembre, 34,1 il 29 dicembre): in un contesto meteorologico più o meno simile, si capisce come la differenza l’abbia fatta l’uso massiccio di materiale pirotecnico.

La situazione è stata osservata anche nel resto della Lombardia: nel Bresciano la concentrazione di Pm10 il 1° gennaio è stata di 55,5 microgrammi (contro i 24,5 del 31 dicembre), a Como di 67 (contro i 33 del giorno precedente), a Cremona 77,8 (contro 33,5), a Lecco 53,5 (contro 32), a Lodi 66 (contro 37,8), a Mantova 69 (contro 24,3), a Pavia 61,3 (contro 37,3), a Varese 58,3 (contro 39). Paradossali i livelli di Milano, con 146,9 microgrammi (contro i 33,9 del 31 dicembre) e Monza, con 118,3 (contro 36).

L’impatto ambientale è un elemento che viene preso in considerazione anche nelle tipiche (ma pressoché ininfluenti alla prova dei fatti) ordinanze anti-botti emanate dagli enti locali alla vigilia di ogni Capodanno. «Secondo i dati di Arpa Lombardia, il solo Capodanno è responsabile di circa il 6% delle emissioni annuali di Pm10, concentrate in poche ore», aveva spiegato il Comune di Bergamo.

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