Galleria Fanzago: montati i «cancelli», ma resta il nodo degli orari d’accesso

SICUREZZA. L’intervento sostenuto da residenti e commercianti per migliorare la vivibilità. Ci saranno anche i vigilantes. Ma gli esercenti: «I limiti potrebbero danneggiare le attività».

I sistemi elettronici che le attiveranno non sono ancora in funzione, ma le porte intanto sono state montate. In Galleria Fanzago - su entrambi gli ingressi, di via Mai e viale Papa Giovanni - sono quasi pronti i cancelli di apertura voluti dai residenti per migliorare le condizioni di vivibilità e sicurezza all’interno del passaggio. Manca l’impianto elettrico, ancora da installare, ma in una decina di giorni il tutto potrebbe essere attivo.

Gli orari di attivazione

La data fissata sul calendario è quella del 10 settembre, quando - fanno sapere alcuni commercianti della galleria - si terrà la riunione condominiale durante la quale si dovrebbe discutere nel dettaglio dell’avvio delle cancellate, in particolare degli orari di attivazione. Una novità che, sebbene ritenuta necessaria dai condòmini (che sin dal 2017 si battono per questo provvedimento), ad alcuni titolari delle attività lascia diversi dubbi. Da un lato perché tra i punti ancora da definire ci sono gli orari di apertura e chiusura dei cancelli (recentemente si era ipotizzato il divieto di accesso dalle 20 di sera alle 8 del mattino). Dall’altro perché, per chi lì ci lavora, l’introduzione delle porte non sembra una soluzione definitiva al problema degli stazionamenti di soggetti spesso alterati da alcol e sostanze.

Le perplessità degli esercenti

«Per i residenti i cancelli sono sicuramente utili e vivranno più tranquilli, ma le attività verranno danneggiate e il problema dei bivacchi di giorno rimane anche con i cancelli. Anzi in inverno potrebbe aggravarsi», commenta Antonio Galli, presidente della cooperativa «Progetto 79» che gestisce il caffè Tertulia. L’aspetto che poi lascia perplessi gli esercenti è quello degli orari di attivazione delle porte. Seppure come riportano i commercianti l’area sarà sorvegliata da guardie private (incaricate sempre da residenti e commercianti), che prima della chiusura dovrebbero invitare eventuali persone presenti a uscire, le fasce orarie per loro vanno concordate con i negozi. «L’importante è che prima di decidere i commercianti siano coinvolti. Per ora non si è tenuto conto di alcune problematiche», afferma Galli facendo riferimento appunto agli orari che, se mantenuti come prospettato, dalle 20 alle 8, limiterebbero l’attività di quei negozi che chiudono oltre le otto di sera oppure, come il Tertulia, aprono prima al mattino. «Per noi sarebbe un problema, i ragazzi delle scuole alle 7 sono già da noi», sottolinea.

I problemi legati alla sicurezza

L’operatività in Galleria Fanzago per via degli episodi di insicurezza è cambiata da anni, come conferma Mirko Compi del negozio di calzature Raffy. «Una volta chiudevamo alle 19,30, ora finiamo alle 18,30. Qui poi lavorano soprattutto donne, che la sera da sole non si sentono sicure», dice Compi, che sulle porte resta scettico: «I cancelli portano via clienti. In più qui l’illuminazione la sera è poca. La gente così non ci viene. Sarebbe utile che le forze dell’ordine passassero un paio di volte al giorno per controllare», sottolinea. Anche in questi giorni, nonostante l’arrivo delle porte, da dietro le vetrine continuano ad assistere a scene già viste. «Questa mattina (ieri, ndr) si sono piazzati in venti. Hanno iniziato a gridare e a lanciarsi oggetti. Per fortuna abbiamo chiamato i Carabinieri che sono intervenuti subito», afferma.

Una spesa da circa 60mila euro

Per installare i cancelli la spesa per ora è stata tutta a carico dei privati (famiglie e commercianti) per una spesa di circa 60mila euro. «Noi abbiamo messo circa mille euro a testa», precisano Galli e Compi. L’ipotesi è che in futuro una parte dei costi possa essere recuperata partecipando al bando comunale per le spese sostenute dai privati per la sicurezza. Quest’anno, precisano da Palazzo Frizzoni, il bando non è stato pubblicato per mancanza di risorse, ma nel 2026, se venisse aperto, residenti ed esercenti potrebbero fare richiesta di contributo.

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