Cronaca / Bergamo Città
Domenica 25 Gennaio 2026
Gandolfi si ricandida alla guida della Provincia di Bergamo
ELEZIONI. Per il presidente uscente sarà sfida a due con Gafforelli. «Pronto a portare avanti il lavoro di questi anni: ente tornato protagonista»
Rotti gli indugi, il presidente uscente Pasquale Gandolfi andrà a caccia di riconferma alla presidenza della Provincia. L’annuncio arriva una settimana dopo l’ufficializzazione, dal lato centrodestra, della candidatura del sindaco di Romano di Lombardia Gianfranco Gafforelli, in quota Forza Italia.
I «Democratici e civici per la Bergamasca», il gruppo di centrosinistra in Consiglio provinciale, hanno in agenda per mercoledì 28 gennaio un incontro aperto a tutti gli amministratori del territorio, e in quell’occasione Gandolfi porterà «la disponibilità» a candidarsi. «Mi rimetto a disposizione – spiega – convinto che il lavoro di questi quattro anni sia stato apprezzabile e apprezzato». Racconta di aver ricevuto in queste settimane «chiamate di amministratori di ogni colore politico». E proprio sul lavoro «largo» e istituzionale portato avanti in questi anni sembra voler puntare, guardando, nella ricerca della riconferma, ben oltre la sola area di centrosinistra.
Il primo bilancio
«Pur con tutte le criticità che possono esserci state – dice Gandolfi – credo che Bergamo abbia dimostrato che la Provincia può essere un ente di sviluppo e di governo: abbiamo mostrato che si possono fare tante cose per il bene del nostro territorio, lavorando in modo congiunto».
«Provincia tornata protagonista»
Il presidente uscente rivendica «più di un miliardo di euro messi a terra in questi quattro anni tra opere e servizi», «oltre cinquantamila persone che hanno trovato un’occupazione negli anni grazie ai centri per l’impiego», «la gestione di crisi aziendali», «il sostegno al settore culturale», «la costruzione di un lavoro di rete anche con le altre Province lombarde» e in generale «una Provincia tornata protagonista: siamo riusciti a dare vitalità al ruolo dell’ente, che è oggi considerato un interlocutore serio a molti tavoli. Un tema, questo, forse non visibile quanto l’asfaltatura di una buca, ma fondamentale per dare una visione al territorio».
Uno scenario diverso
È tuttavia innegabile che la ricandidatura, per l’esponente del Pd, nasca in uno scenario molto diverso rispetto a quattro anni fa: all’epoca era l’unico candidato alla presidenza, con un sostegno largo che includeva, oltre appunto al centrosinistra, anche Forza Italia e Lega. Questa tornata vede invece i partiti del centrodestra sostenere Gafforelli. È anche la prima volta, dalla legge Delrio del 2014, in cui si vota per il solo presidente. Per l’aula bisognerà attendere ottobre, e oggi il Consiglio provinciale vede una maggioranza di esponenti di liste che fanno riferimento al centrodestra: nove, contro i sette (più il presidente) dei «Democratici e civici». «L’idea, dal mio punto di vista, è continuare un percorso il più ampio possibile, a disposizione degli amministratori locali bergamaschi», dice Gandolfi.
Gandolfi e Gafforelli
Cinquant’anni, esponente del Partito democratico, Gandolfi è sindaco di Treviolo dal 2014, e presidente della Provincia dal 2021. Prima era stato vicepresidente in Via Tasso, tra l’altro per un triennio proprio durante la presidenza del suo attuale sfidante Gafforelli, eletto all’epoca con il sostegno del centrosinistra. Ma il primo intrecciarsi delle loro strade risale a tutt’altro contesto: i due si conoscono «da quando avevo 25 anni – racconta Gandolfi –: ho fatto l’obiettore di coscienza in Comune a Calcinate, dove Gafforelli era sindaco». Da fine 2024 Gandolfi è anche, con sostegno bipartisan, presidente dell’Upi, l’Unione delle Province italiane.
Tremila amministratori
Lo scenario sembra dunque comporsi in vista delle urne, a cui saranno chiamati circa tremila amministratori comunali. La data più probabile – ma non ancora ufficiale – per il voto è quella di domenica 15 marzo. Un emendamento depositato dall’Upi in Parlamento chiede di unificare al 18 ottobre il voto per Consiglio e presidenti, ma ad oggi l’approvazione è data per piuttosto improbabile. Il Consiglio provinciale ha chiesto anche, unanime, «di istituire ulteriori seggi nel territorio bergamasco individuandone nelle valli e nella Bassa bergamasca un numero adeguato». Tema su cui è tornato con forza nelle scorse settimane il centrodestra, ma su cui sono in corso «verifiche tecniche e normative» da parte degli uffici di Via Tasso.
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