Cronaca / Bergamo Città
Lunedì 09 Febbraio 2026
«Giudici di pace, a Bergamo carico verso il +70%»
GIUSTIZIA. Previsto un ampliamento delle competenze. Marchesi (Ordine): «Ma i numeri sono insufficienti». Attualmente sono 13 in servizio contro i 21 della pianta organica: altri cinque dovrebbero arrivare quest’anno.
La situazione è già complessa oggi e rischia di diventare ancora più critica tra non molto. Resta un tema delicato, quello del Giudice di pace: se nel frattempo non interverranno modifiche o proroghe, dal 31 ottobre 2026 entrerà in vigore l’ulteriore ampliamento delle competenze.
Le nuove competenze dei Giudici di pace
In ambito civile, infatti, saranno questi magistrati a dirimere le cause dal valore fino a 30mila euro per i beni mobili (triplicando l’attuale tetto è di 10mila euro) e quelle fino a 50mila euro per i risarcimenti legati ai sinistri stradali o con natanti (raddoppiando la soglia odierna di 25mila euro). È l’onda lunga della riforma Cartabia, che già aveva esteso dal 2023 la «giurisdizione» dei giudici di pace (con un salto da 5mila a 10mila per le controversie su beni mobili e da 20mila a 25mila per quelle sugli incidenti) e che deve andare completandosi nei prossimi mesi, dopo un primo rinvio stabilito nel 2025.
Qual è la conseguenza pratica? Il travaso di gran parte dei provvedimenti civili dal tribunale ordinario al giudice di pace, che sconta tuttavia rilevanti problemi d’organico, a Bergamo come in quasi tutta Italia. Il ventaglio, nel concreto delle cause, è ampio: mancati pagamenti, rapporti di vicinato e «liti» condominiali, multe per violazione del Codice della strada, incidenti e via elencando.
I dati del lavoro dei Giudici di pace
Il nodo è stato toccato, una settimana fa, anche nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte d’appello di Brescia (cui afferisce anche la Bergamasca): «È migliorata, ma ancora molto grave, la scopertura degli uffici del giudice di pace del distretto, con scopertura del 43,47% (su 69 unità previste ne sono presenti 39; lo scorso anno ne erano presenti 18, con la gravissima scopertura del 73,91%). Non si può purtroppo esultare per i miglioramenti registrati, stante la gravità della situazione attuale e pregressa e la necessità di affrontarne gli esiti».
La situazione e i rischi
A Bergamo i mesi scorsi hanno portato un rafforzamento della pianta organica, facendo salire a 13 il numero dei giudici di pace in servizio, contro i 21 previsti; durante il 2026 dovrebbero entrarne in servizio altri cinque all’incirca, ma anche con questi innesti non si giungerà alla completa saturazione. Intanto, la mole di lavoro continua a farsi più pesante.
Nell’anno giudiziario 2023-2024 il giudice di pace di Bergamo (compresa la sede di Grumello, dove viene distaccato a turno un giudice di pace per garantire il servizio, che concentra soprattutto le sanzioni legate alle multe comminate lungo i tratti dell’A4) aveva iscritto a registro 10.355 nuovi procedimenti, saliti a quota 12.346 nell’anno giudiziario 2024/2025 (+19,2%). È migliorata la «produttività», ovvero la capacità di definire i procedimenti (da 8.662 a 11.725, +35,4%), ma per effetto di una sorta di meccanismo dei vasi comunicanti le pendenze si sono comunque ingrossate, passando da 4.709 a 6.446 (+36,9%).
Le reazioni alle novità
Se il presente è noto, il futuro è un’incognita. «Se dovesse davvero essere confermato l’aumento delle competenze, come pare ormai quasi certo – ragiona Giulio Marchesi, presidente dell’Ordine degli avvocati di Bergamo –, le stime parlano di uno spostamento (dal tribunale ordinario, ndr) del contenzioso civile del 70% a carico del giudice di pace. Che è un giudice di nomina onoraria, seppur ora stabilizzato e professionalizzato: parliamo però di una giustizia nata per essere di supporto e territoriale, ora diventata invece centralizzata e di fatto fondamentale. Anche perché è una materia molto sentita dai cittadini». Da lì, infatti, passano controversie più e legate alla quotidianità.
«Servirebbe un’ulteriore iniezione di nuovi giudici di pace – prosegue Marchesi –, quantomeno per arrivare a colmare la pianta organica, tenendo però conto che quei numeri teorici sono vecchi di decenni e considerano le competenze allargate negli ultimi anni e di quelle che probabilmente scatteranno nel 2026. Va sottolineata la buona volontà di chi lavora nel tribunale di Bergamo, compresi i nuovi giudici arrivati nei mesi scorsi». Non tutto, peraltro, si risolverebbe moltiplicando il numero dei giudici di pace. Lo faceva intendere anche la relazione della Corte d’appello di Brescia: «La scopertura del personale amministrativo è molto grave», si legge nel dossier.
«La vera emergenza è il personale amministrativo – concorda Marchesi –. Se non c’è supporto nelle cancellerie non si va da nessuna parte. Grazie all’ottima interlocuzione con la presidenza del Tribunale, cercheremo di organizzare una missione alla Dog, il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, dove vorremmo sensibilizzare il ministero della Giustizia sulle necessità del nostro circondario. Si stanno bandendo dei concorsi, ed è un bene, ma c’è sempre un problema: che qualcuno accetti di venire a lavorare negli uffici giudiziari del Nord Italia, visto il costo della vita a fronte di retribuzioni uguali al resto d’Italia».
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