(Foto di bedolis)
MERCATO. I costi di trasporti e carburanti fanno schizzare i prezzi. Già colpiti zucchine e pomodori. Gli operatori: «Scegliere prodotti locali fa la differenza».
Il maltempo non ha fermato i tanti bergamaschi che anche sabato 14 marzo sono accorsi al Mercato ortofrutticolo di via Borgo Palazzo in cerca delle ultime offerte sulla frutta e la verdura dell’inverno e delle primizie di primavera. Ma tra i banchi stracolmi di persone e ceste, serpeggia il vento della guerra in Medio Oriente o, meglio, delle conseguenze del conflitto sui portafogli.
L’incremento dei prezzi dei carburanti sta iniziando a influenzare settori come la logistica, l’energia e le materie prime. L’allungamento delle rotte causato dalla crisi nel Mar Rosso ha infatti rallentato le esportazioni e fatto lievitare i costi di trasporto e di produzione. «In dieci giorni abbiamo registrato un aumento dei prezzi della frutta del 30% - spiegano dal bancone di “Orto Bergamo” -. Certo, qui i prezzi sono ancora contenuti, tenendo anche conto che si può acquistare casse intere di frutta e verdura che in molti dividono anche tra famiglie e amici, ma gli aumenti ci sono e i prossimi mesi spaventano i commercianti e i clienti che iniziano a vedere i primi effetti dell’effetto caro-trasporti causato dal conflitto.
«C’è una richiesta molto elevata di pomodori – continuano dal bancone di “Orto Bergamo” – e i costi stanno lievitando di circa il 50%. Temiamo quindi l’effetto sulle verdure e sui frutti estivi, che già si fa fatica a trovare perché troppo cari. E di sicuro i prezzi si accentueranno ulteriormente se i costi energetici continueranno a crescere». «Due settimane fa una cassa di broccoletti costava 1,50 euro, oggi è salita a 1,80 euro. L’aumento del gasolio e altri fattori incidono», viene sottolineato dal bancone di Virgilio Callioni. «Per questo c’è grande fermento nel settore - continuano - pomodori e peperoni sono più costosi e più scarsi. Ma, davvero, tutto è diventato caro».
A un’ora dalla chiusura della fascia oraria aperta ai privati la maggior parte dei banchi erano vuoti con molte merci finite, specialmente le più ricercate come le fragole, che forse tanti clienti hanno voluto accaparrarsi a prezzi ancora ragionevoli. «Le zucchine sono aumentate di circa 30 centesimi rispetto a una settimana fa – dicono dal bancone della Cooperativa Orto Bergamo -. Il prezzo però è determinato non solo dal mercato e le dinamiche inflazionistiche, ma anche dal maltempo e dalla fine della stagione delle serre. Anche se i costi sono aumentati, cerchiamo di mantenere i prezzi bassi rispettando il rapporto domanda-offerta».
«I prezzi dei concimi sono saliti alle stelle ed anche volendoli acquisire spesso sono introvabili. Sarà un problema ancora maggiore a breve quando partiranno le semine primaverili»
Ma non sempre è facile. «I prezzi sono in aumento, e stiamo facendo fatica a contenerli per venire incontro alle persone che vengono al Mercato ortofrutticolo per risparmiare. Perfino le cassette di plastica costano di più. I pomodori, in particolare, sono carissimi. E temiamo l’ondata dell’estate con i prezzi che continuano a salire e le persone che fanno sempre più fatica», dicono da Bbr Ortofrutta.
L’allarme arriva anche dalle associazioni di categoria. «L’agricoltura sta soffrendo direttamente ed indirettamente i costi dei trasporti - dice il presidente di Confagricoltura Bergamo, Renato Giavazzi -. I prezzi dei concimi, fondamentali per noi già da ora per le colture vernine come orzo e frumento, sono saliti alle stelle ed anche volendoli acquisire spesso sono introvabili. Sarà un problema ancora maggiore a breve quando partiranno le semine primaverili».
Dello stesso avviso il direttore di Confagricoltura Enzo Ferrazoli: «Nel settore agricolo stiamo osservando un aumento considerevole dei costi, con il gasolio agricolo cresciuto di oltre il 30% e i fertilizzanti aumentati del 30-35% - dice -. Questa situazione sta causando un notevole rincaro, impattando non solo sui costi di produzione ma anche sui prezzi finali che ricadono sui consumatori. Inoltre, l’incremento del costo del gasolio ha fatto lievitare le spese legate al trasporto dei beni agricoli e il conflitto ha bloccato un’importante via di esportazione verso gli Emirati».
«Purtroppo, al momento sembrano mancare soluzioni mirate. Il governo dovrebbe farsi carico di ridurre le accise sui carburanti: ma è un’ipotesi che per ora è stata solo accennata e che difficilmente verrà attuata», aggiunge Ferrazzoli.
Per Erminia Comencini, direttore Coldiretti Bergamo, «l’aumento del prezzo del gasolio e dei costi energetici, legato alle tensioni internazionali, rischia di avere effetti a cascata su tutta la filiera agroalimentare, per questo Coldiretti ha chiesto un confronto urgente con il governo e ha presentato un esposto contro le speculazioni che interessano il prezzo del gasolio agricolo. Anche sul nostro territorio guardiamo con attenzione alla situazione del comparto agricolo: la produzione di ortofrutta non è elevata, ma quella presente sui mercati locali risente inevitabilmente dell’aumento dei costi del gasolio e dell’energia». In un momento come questo, «la scelta dei cittadini può fare la differenza – conclude Comencini – : acquistare prodotti locali e di stagione significa sostenere le aziende agricole del territorio e avere una maggiore trasparenza sui prezzi».
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