«Ha contribuito a rendere più bella la città». Il saluto di Bergamo a Gianfranco Baraldi

L’ULTIMO SALUTO. Nella navata gremita c’erano i gonfaloni del Comune, attorniati da vigili in alta uniforme, e dell’associazione Atleti Azzurri d’Italia, che tanta parte ha avuto nella vita di Baraldi, decisivo per l’originaria intitolazione dello stadio cittadino.

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Bergamo

L’ultimo saluto a Gianfranco Baraldi, campione del mezzofondo e assessore nelle giunte Galizzi e Veneziani, scomparso a 90 anni, è stato dato nella chiesa parrocchiale di San Colombano a Valtesse, il quartiere dove viveva. A presiedere la funzione, nel pomeriggio di sabato 20 giugno, il suo amico don Roberto Trussardi, direttore della Caritas diocesana bergamasca: «Mi permetto – ha detto – di ringraziare Gianfranco, a nome di Bergamo, per i suoi anni da assessore, che hanno contribuito a rendere più bella la città». Il sacerdote ha aggiunto nell’omelia: «Per Gianfranco lo sport era tutto. Non tanto per i risultati, ma per la dimensione educativa, di amicizia, di rispetto per le regole. Come momento di crescita umana e sociale che poi lui ha rivissuto in politica».

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«Mi permetto – ha detto don Trussardi – di ringraziare Gianfranco, a nome di Bergamo, per i suoi anni da assessore, che hanno contribuito a rendere più bella la città»

Nella navata gremita c’erano i gonfaloni del Comune, attorniati da vigili in alta uniforme, e dell’associazione Atleti Azzurri d’Italia, che tanta parte ha avuto nella vita di Baraldi, decisivo per l’originaria intitolazione dello stadio cittadino. In prima fila la moglie Meri, i figli Barbara, Cristina e Paolo, e i quattro nipoti, ma anche tanti rappresentanti della politica e delle istituzioni: la presidente del Consiglio comunale Romina Russo con la fascia tricolore, l’europarlamentare Lara Magoni, e, per Forza Italia, che Baraldi contribuì a fondare a Bergamo, Carlo Saffioti e Gianfranco Ceci (in rappresentanza del segretario cittadino Alessandro Zanini), oltre a un ex collega della giunta Veneziani come Fabrizio Antonello.

«Per Gianfranco lo sport era tutto. Non tanto per i risultati, ma per la dimensione educativa, di amicizia, di rispetto per le regole. Come momento di crescita umana e sociale che poi lui ha rivissuto in politica»

Presente anche la Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) con il suo presidente lombardo Luca Barzaghi: Baraldi, in gioventù, fu un grande mezzofondista, con all’attivo ben 9 titoli italiani, 12 primati e 17 presenze in nazionale, oltre a due partecipazioni olimpiche nel 1956 e a Roma ’60.

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